Capitolo XXXVIII


«È il momento: ALL'ATTACCO!!!»

(Coro generale, ma stavolta proprio generale sul serio, di 8494238549238546529357642387546359248752654 persone)

«YYYEEEEAAAARRRRRGGGGGHHHHHHHHHH!!!!»

RRRRRUUUUUUMMMMMMBBBBBBLLLLLEEEEEE!

La possente flotta entrò nel quadrante del pianeta, capeggiata da un infoiatissimo Capitan Tommy, che perdeva la bava dalla bocca per la voglia di fare dei morti. Seguendo un piano congegnato da tempo, la flotta accerchiò il pianeta, neutralizzando le difese a terra mediante precise e micidiali scariche destabilizzanti. Capitan Tommy in persona, col suo fido cannocchiale laser, stava controllando l'esito del bombardamento spaziale, e si divertiva a calcolare il numero medio di morti per scarica.

«Ma che due palle, però! Voglio un po' d'azione anch'io!» esclamò ad un tratto.

«Davidus, sgomma qua subito!»

Davidus si precipitò in sala controllo a razzo, cioè con una calma da far venire il latte alle ginocchia.

«Oh! Cazzo vuoi?»

«Adesso prendiamo una slitta a gravitazione controllata a pedali e scendiamo a fare dei danni!»

«Però pedali te, che a me non me ne frega un cazzo!»

Capitan Tommy lo convinse con modi sempre più signorili che avrebbe preferito fosse Davidus a pedalare, ovvero gli piantò la canna del fucile laser su per il culo e minacciò di piegarla.

Davidus uscì dall'hangar con questo baracchino volante a pedali, e faceva una gran fatica, perché Capitan Tommy si era portato praticamente un arsenale di tutte le armi e armicciuole conosciute dal genere umano. Fecero due chilometri spaziali (che sono molto più lunghi di quelli terrestri; avete presente cosa misura lo spazio rispetto alla Terra?) e poi furono violentemente attaccati da una portaerei della classe Moteségus, e Davidus dirottò verso un asteroide, ma fece poca strada, perché, nella foga dell'inseguiumento, guardò un attimo indietro e finì sparato dentro un fosso spaziale, che è come un fosso terrestre, ma non c'è l'erba dentro.

«PORCA PUTTANAAAAAAaaaaaaaahhhhhhh!!!!!»

BADABEMMMMMMMM!!!!!!

CAPPPOOOOTTTTTT!!!!!

FAMAAAAAAAALLL!!!!!!!!

Capitan Tommy si interessò subito a Davidus.

«Idiota, cazzo fai?» e gli diede un morso in faccia.

Nel frattempo, cruenti duelli stavano avendo luogo nei dintorni del planetoide di Sediuls. Dunque, ecco, vediamo se mi riesce di sintonizzarmi su un canale radio.... ah, ecco fatto:

«Wedge, ce l'hai dritto di coda... Sganciati, Wedge!!!»

BBBOOOOOMMMM!

Ehm, no, devo aver sbagliato frequenza...

Comunque, molti dei nostri eroi si trovarono a fare lo spaziostop dopo essere stati obbligati a eiettarsi nello spazio. Aldus aveva fatto una modifica alla sua nave costruita in cantina e aveva preso su anche Enzus e Cassus e si erano gettati nella furibonda mischia. Aldus era ai comandi, Enzus alla torretta di coda e Cassus stava mangiando una pizza mentre controllava la torretta ventrale. Praticamente, Aldus aveva preso un po' di nastro isolante spaziale e un po' di mastice nucleare e aveva attaccato alla bell'e meglio due torrette di un vecchio modello di macchina volante, un B-ventiquattrus e un paio di bombe allo Iodio Palladio.

Insomma, stavano facendo tutti quanti un gran casino.

Frattanto, poche migliaia di chilometri più in basso...

«Jake?»

«Oh, senti, hai rotto le palle con 'sto “Jake?”, capito?!?»

«Ok, và bene...»

«Vaffanculo!»

«Oh?»

«Credo sia meglio spostarci da qui. Ora che la flotta di VERDE è entrata in azione, dobbiamo eliminare Sediuls, quindi muoviamoci.»

Mark imbracciò il fucile sentendo qualcuno arrivare dal corridoio. I quattro si mossero silenziosamente e sgommarono alla velocità della luce verso la direzione opposta a quella che aveva indicato Jake.

La sala di controllo era a poche decine di metri dalla sala di controllo di Sediuls, ma era dannatamente ben difesa! La Guardia Personale dell'Imperatore era già schierata e pronta all'evenienza di un attacco dall'interno. Per l'ennesima volta cominciò una battaglia furiosa fra i nostri quattro eroi e le guardie.

«Nick! Quanti credi che siano?» chiese Mark fra una scarica e l'altra.

«Mah, credo qualche migliaio, come al solito!»

Yena si alzò e lanciò una granata laser nel mucchione di soldati, facendone fuori soquanti. Il sangue correva a fiumi, e per il momento era solo quello delle guardie.

In quel preciso istante, nello spazio, la battaglia stava volgendo decisamente in favore delle forze di VERDE. Soverchiate numericamente, erano riuscite a farsi largo fra le difese nemiche e, una volta messe a tacere le batterie di terra, ebbero un notevole vantaggio in termini di morale ma soprattutto di potenza di fuoco. I Fughinarius superstiti, addestrati da Capitan Tommy stavano vendicando la fine del loro mondo ed erano molto più incazzati della media degli orsi! Il loro comandante, Parisius, stava guidando i suoi prodi verso una ormai sicura vittoria e le poche forze di Sediuls sopravvissute fino a quel momento, erano in rotta, e molti cercavano di allontanarsi ancora tutti d'un pezzo a cercar fortuna in altri mondi, là dove nessun uomo è mai giunto prima...

SSSSSSSWWWWWOOOOOOOSSSSSSSSSHHHHHHHH....

Intanto, le forze di VERDE cominciarono lo sbarco.

Ma i nostri eroi?

Ah, eccoli là, in mezzo ad una catasta di corpi fumanti, i quattro si stavano ancora aprendo la strada verso la sala di Sediuls.

Yena urlò «Certo che se andiamo avanti così facciamo prima ad andare in pensione che a finire la missione.»

Nick, il più diplomatico dei tre gridò

«AAAAAAALLLLLLLLTTTTTTTT! Fermi tutti un momento!»

Un silenzio spettrale calò sulla scena apocalittica di sangue e di morte.

«Scusa, soldato...»

Un soldato si guardò intorno e rispose «Dici a me?»

«Sì, sì, a te! Non per farmi i fatti tuoi, ma quanto ti pagano al mese?»

«Ma, veramente...» il soldato guardò con uno sguardo confuso i suoi compagni, poi tornò a fissare Nick e rispose

«Beh, al netto delle tasse direi che non vado oltre il milione e duecentomila crediti al mese...»

Nick sorrise. «Lo supponevo!» disse.

«Ma spiegatemi una cosa, chi ve lo fa fare di stare qui a farvi massacrare per una cifra così ridicola?»

Tra i soldati si levò un bisbiglio di assenso.

«Ha ragione!» gridò uno tra di loro.

I soldati gettarono a terra le loro armi e andarono ordinatamente ad arrendersi alle forze che stavano già sbarcando sul pianeta. Yena, Mark e Jake guardarono Nick.

«Ma è incredibile! Come facevi a saperlo?»

«Eh, perché oltre che bastardo, busone, barbone, nano e birichino, Sediuls è anche un taccagno di prima categoria.»

Yena aggiunse «Devo dire che però un po' sono deluso. Mi stavo divertendo un pacco...»

«Su, su, Yena!» disse Mark «Adesso andiamo a spaccare il culo a Sediuls, così recuperi il tuo buon umore!»

Yena si illuminò e i quattro corsero dando via di quando in quando ai corpi accatastati che impedivano loro di procedere. Arrivarono davanti alla sala di controllo e Yena sfondò la porta con una spallata, ma Sediuls, avvisato della loro presenza, era già entrato nella capsula di salvataggio personale del suo ufficio e appena li vide, accese i razzi e sgommò via verso il cielo e la sua infinità siderale.

«Ragazzi, vuole sfuggirci ancora!»

«Presto, il Kalore!!! Tutti insieme.»

Yena, Nick e Jake si concentrarono sulla capsula che stava viaggiando verso la stratosfera. La capsula cominciò a scaldarsi, diventò rossa, bianca, ma ancora resisteva.

«Non ce la facciamo! Ha uno scudo Phreddo!»

La navicella uscì dall'atmosfera del planetoide, mentre i nostri eroi, impotenti, stavano a guardare.

E così Sediuls riuscì a salvarsi... ancora una volta.


FINE DELLA PAGINA, DEL CAPITOLO E DEL LIBRO.