Capitolo XXIV


Bip..bip..bip..bip..bip..bip..bip..bip...

Il binocolo protofotonico inquadrò un' interferenza elettromagnetica nella banda del visibile a 76.4321 decaettometri lungo le pendici del Photocopyus canyon.

La sentinella azionò prontamente il sistema d'allarme, cioè tirò una catena che fece cadere una massa di 2 litri di acqua sopra una ventola, la quale, mettendosi a girare, azionò una carrucola, collegata ad una leva, che fece scattare la molla di una catapulta, che sparò una pietra in una mastella d'acqua, di fianco alla guardia che stava in fondo al canyon, e la svegliò.

La guardia si infilò nel cunicolo che portava all'interno del sistema di caverne del catena montuosa chiamata Bibliotecus e con estrema cautela si rivolse al citofono dell'ingresso.

Plink (suono del citofono che si accende).

Vvvvshshshvvshshs (suono del citofono che va poco bene)....

«Oh vvshsvvvshsh avshsete bishshvvogno!»

«Sì! Abbiamo avvistato qualcosa!» disse la guardia, sottovoce.

«Coshsva? Non capishsvvsco!»

«Abbiamo visiteeee!»

«Sshshvvpecificare pregshso.»

«Non lo so, a me mi è arrivata solo una sparduzzata, non so cosa sia.»

«Non vvvshshcapisco un vvvshsvvcazzo! Parla più forvvsshste!»

«Insomma VAFFANCULO!»

La guardia all'interno tirò un scramazzone per terra sospinta dai watts del citofono poi, in preda al panico corse attraverso i cunicoli bui gridando «VAFFANCULO!.. allarme VAFFANCULO! tutti ai posti di combattimento!» (dicevo,...corse) in direzione della centrale operativa dove risiedeva l'Ente Supremo: Tassus, il sovrano dei Fughinarius.

Dopo aver percorso l'interminabile distanza che lo separava dalla sua meta, la guardia alzò la coda di elefante che portava con se e disse «A Maratona abbiamo vinto!» e cadde morto.

NO!

Dopo aver percorso l'interminabile distanza che lo separava dalla sua meta, la guardia disse, un po' a corto di fiato:

«Arf.. arf.. arf.. abbarfiamo arf.. arf.. visarfite arf.. arf..»

«Chi è stavolta?»

«Arf.. arf.. non arf.. lo so arf.. a me mi arf.. è arrivarfata arf.. solo arf.. una sparduzzarfata arf.. ma arf.. credo arf.. unarf.. pattarfuglia arf.. di arfslitte arf.. arf.. di arf.. Sediarfuls arf.. arf..: allarfarme arf.. arf.. vaffancarfulo arf.. arf..»

«Guardia, non si capisce niente di quel che dici, vaffanculo!»

«Eh! Arf.. arf.. proprio arf.. VAFFANCULO arf...»

Tassus, visibilmente contrariato replicò «Beh, potevi dirlo subito... All'attaccoooooooo...pa paraaaa...»

In men che non si dica, e anche prima, tutti i Fughinarius si piazzarono sulle pendici del monte Bibliotecus. Proprio nel momento in cui le tre slitte di Sediuls, che portavano i preziosi carichi di Space Cola e di crescente al salame ai soldati del fronte, imboccavano il canyon Fotocopyus, i gli uomini di Tassus iniziarono a sparare. I soldati addetti alla scorta delle slitte si presero uno schego che scapparono via tutti e vennero così tutti ammazzati come topazzi da fogna in un cortile in agosto. Solo pochi rimasero a difesa dei carichi, ma quando videro che gli altri scappavano, scapparono anche loro e, anche loro, vennero ammazzati come topazzi da fogna in un cortile in agosto.

Ma non è finita qui!

Sul più bello, infatti, i Fughinarius finirono le munizioni ed allora, ad uno di loro di nome Nasellus, venne in mente una idea.

Prese la sua ultima lattina di Space Cola, la riempì di cemento (che aveva trovato sul luogo), si girò all'indietro e tirò la lattina in avanti.

La lattina, però gli scivolò all'indietro, rimbalzò su di un masagnone e.... finì nell'aspirazione della turbina semi atomica della prima slitta a reazione.

La slitta tirò un inchiodo mostruoso, e si piantò per terra con un busso della Madonna.

La seconda slitta non riuscì ad evitarla, perché nel casino non aveva mantenuto la distanza di sicurezza, e quindi si impataccò contro alla prima.

La terza slitta a reazione, invece, non sapendo se evitare le altre due a destra, a sinistra, o in alto, tirò dritto e inculò la seconda.

Quando l'immenso fumanone del busso iniziò a diradarsi, lo spettacolo che si offriva agli occhi dei Fughinarius era da fare invidia a Rosso. Il terreno era cosparso di pezzi vari dei soldati della scorta di Sediuls e, poco più avanti c'era il mucchione delle slitte a reazione. I ribelli si avventarono su quello che ne rimaneva e riuscirono a portare via tutte la crescenti al salame e una buona parte della Space Cola poi si rintanarono nel loro labirinto sotterraneo a festeggiare la vittoria.

Nel frattempo, nel quartier generale di Sediuls, nel centro della città di Atrius......

«Insomma, porca puttana, non è possibile. Questo è il nono carico di viveri che ci viene intercettato da quei bastardi.»

Sediuls era incazzato rosso (ohi, di che colore vuoi che fosse).

«È ora di stroncare definitivamente il popolo dei Fughinarius. Fino ad ora li abbiamo lasciati vivere in pace, perché non disturbavano, ma adesso che fregano i viveri per il bar... ehm... per i soldati del fronte, è ora di eliminarli fisicamente!»

I generali supremi Dallomus e Bendus (credevate che fosse morto... eh?), che fino ad allora avevano ascoltato l'invettiva dell'imperatore, quasi svennero per l'emozione, ma poi risposero con un corale «Jawhol herr kommandant!» che fece leggermente sobbalzare Sediuls sulla sua sedia, per il gusto.

«Avete qualche piano?» chiese Sediuls ai suoi due generali.

«Certo mein Fürher!» disse Dallomus, mentre Sediuls continuava a sussultare sulla sua sedia (che poi non era una sedia ma una poltrona di pelle umana) e tirò fuori la tastiera Bontempi di suo nipote di tre anni.

«Bene, allora non ci sono problemi, possiamo procedere col piano e renderlo esecutivo.»

Plin plin plon pliiiin...

E mentre nell'ufficio di Sediuls si studiava il piano, nella sala del trono dei Fughinarius, Tassus si consigliava con i suoi consiglieri.

«Beh, però funziona bene la trasmittente che i nostri hanno messo nell'ufficio di Sediuls.»

«Sì, non c'è male, sire, però adesso abbiamo un problema bello grosso da risolvere, vogliono sbatterci fuori dalle nostre caverne allagandole e vogliono costringerci ad allearci con loro, facendoci crollare addosso il canyon nel caso in cui non accettassimo.»

«Ma non c'è problema!»

«Ma sire, non possiamo difenderci contro l'intero esercito di Sediuls, siamo troppo deboli!»

«Insomma, consigliere, smettila di rompere i coglioni e dai retta al tuo sovrano! Se ti dico che non c'è problema, vuol dire che NON C'È PROBLEMA!!!! Ooh!»

«Allora, sire, ci spieghi cosa intende fare.»

«Beh, certo, avete ragione anche voi, innanzitutto sarà necessario spostare tutta la popolazione vicino alle uscite, ma l'importante è che ognuno sarà dotato di questa.»

Tassus teneva in mano una piccola scatoletta metallica con una etichetta verde «Questo ci farà vincere.»