Capitolo XX


Frattanto, nella sala operativa di Sediuls, quest'ultimo stava dando una strigliata ai generali e agli altri alti ufficiali.

«Non è possibile che un esercito potente come il mio si faccia beffare dai primi quattro coglioni che decidono di impedirmi di costruire lo spaziocentro commerciale!!! »

«Generale Bendus! Lei sa qual è la pena per chi fallisce, vero?»

Il generale inorridì... «No... non può... Non i Giochi...!»

Sediuls premette un bottone e il generale sparì in una botola nel pavimento. Contemporaneamente apparve su un monitor in mezzo a rovine di una vecchia città. Cominciò a correre, ma fu raggiunto da una banda di motociclisti e bastonato, scatenato e smazzato, finché non crollò a terra. Un laser provvide ad atomizzare i suoi poveri resti umanoidi.

Sediuls si rivolse con un ghigno agli altri ufficiali.

«Spero che il messaggio sia chiaro! Voglio quei quattro nel campo Giochi entro domani. Li voglio vedere soffrire e morire là dentro! Anzi, manderò lo spettacolo in AldiValusVisione.»

«Sissignore!» risposero i generali.

Frattanto, nel sistema fognario...

«Ehi,Nick» disse Mark «una luce.»

I quattro avanzarono verso la fioca luce e arrivarono all'ingresso di una caverna.

«Una caverna sottoterra???» chiese Jake.

All'improvviso un'ombra apparve lunga e minacciosa all'entrata della grotta.

«Chi va là?» chiese una voce.

Yena imbracciò il fucile laser.

L'ombra si avvicinò, finché un ometto esile si affacciò all'ingresso.

«E tu chi sei?» chiese Mark.

«Sono Enzus e faccio l'eremita.» rispose l'ometto «Venite, vi offro qualcosa.»

I quattro entrarono e arrivarono all'interno della caverna, che era arredata con buon gusto.

Un lampadario di cristallo la illuminava abbondantemente.

Nick si girò e vide un altra figura umana china.

«Ma non hai detto di essere un eremita? Quello chi è?» chiese Jake.

«Quello è Aldus. Non disturbatelo, stà riparando la centrale di distribuzione elettrica della grotta. Qualche idiota ha fatto saltare la rete di distribuzione, ma Aldus lo ha già quasi completamente riparato.»

Quando ebbe finito, Aldus si girò verso di loro e li salutò.

«Vedete» spiegò Aldus «siamo in due perché volevamo scappare dalle grandi città, ma senza sentirci soli. Siamo due eremiti in compagnia... e poi facciamo delle lunghissime partite a Machiavelli!»

«Volete qualcosa da mangiare?» chiese Enzus.

Jake non se lo fece ripetere due volte e vuotò la dispensa dei due eremiti. Alla fine del pasto, Aldus mostrò una mappa ai quattro.

«Ecco, con questa potrete arrivare all'armeria principale. Anche noi odiamo Sediuls e vogliamo aiutarvi.»

I quattro ringraziarono Enzus e Aldus e si misero in cammino. Nel frattempo, all'interno del suo alloggio, Sediuls si stava organizzando per portare a termine il suo piano, aiutato dai suoi due Generali Supremi, Gualandus e Solignus.

«Il buon esito dell'operazione è in grave pericolo. Per causa di quei quattro, forse perderò un affare da cinquecentomila esageramiliardi di crediti. È pazzesco.»

Mentre parlava, venne interrotto dall'allarme Più Che Rosso.

Un soldato apparve sul monitor.

«Sono penetrati nell'armeria principale. Allarme.»

Sediuls impartì alcuni brevi ordini di difesa.

In quel momento, quattro cumuli di armi semoventi uscirono dall'armeria. Erano i quattro supereroi che si erano armati a tal punto da non riuscite più a vedere fra l'intrico di canne di fucili laser, nastri per mitragliatrici ad impatto cinetico, destabilizzatori acustici e mine magnetiche al palladio. Una squadra arrivò di corsa verso di loro, ma venne spazzata via da una raffica di pallettoni da lupara, conservati come cimelio storico di tre secoli prima.

«Secondo te, quante squadre sono rimaste, Nick?»

Nick ci pensò un po' su, poi disse «Trecento squadre effettive e centoquindici ausiliarie.»

L'armeria era accessibile da quattro ingressi, così i nostri eroi si polleggiarono dietro a dei sacchetti di sabbia spaziale (che è sabbia di planetoidi siderali, ma poi funziona come la sabbia terrestre, solo che i castelli riescono peggio) e si prepararono alla difesa.

Yena accese il suo walkman.

L'azione complessiva durò all'incirca dieci minuti.

Le squadre d'assalto della nave si gettavano eroicamente sulle postazioni difese dai quattro, che nel corso dell'azione consumarono:

Quarantadue caricatori laser

Centoventi mine al palladio

Ottantasette nastri per la mitragliatrice ad impatto cinetico (volgarmente detta M60)

Cinquantatrè bombe a mano

Dodici destabilizzatori (che alla fine erano inutilizzabili per usura)

Due ricariche di pile per il walkman di Yena.

Una cassetta degli Slayer che cominciava ad avere dei buchi a forza di ascoltarla.

Quando finalmente si poté vedere tra la fumana pazzesca, Jake disse

«Mi sembra che abbiamo fatto un buon lavoro.»

«Erano anni che non mi divertivo così» disse Yena.

Poi, lentamente, facendosi strada fra i resti dei corpi che ostruivano il corridoio (largo undici metri e mezzo e alto cinque), i quattro arrivarono finalmente all'ingresso della sala di comando.

Nick disse «Ma se facciamo fuori Sediuls adesso, cosa facciamo per il resto del libro?»

Per tutta risposta, si aprì una botola sotto di loro e precipitarono per una decina di metri.

«Ma dove siamo?» chiese Mark appena si rialzò.

«Sembra una città distrutta e abbandonata.»

«Proprio così!» gracchiò una voce da un diffusore acustico.

«Siete nel mio campo Giochi. La vostra morte sarà trasmessa in tutta la nave! AH! AH! AH!»

Appena ebbe finito di parlare, una banda di motociclisti con catene, clave e mazze chiodate corse incontro al gruppo. Jake fece una decina di passi avanti e cominciò a malmenare un motociclista dopo averlo sbalzato di sella.

Anche gli altri tre si diedero da fare.

Dopo cinque minuti, i nostri eroi stavano comodamente viaggiando su delle moto stile Custom.

«Se sono tutti così, non c'è da preoccuparsi molto.» disse Yena.

Appena finito di dire questo, vennero intrappolati da una rete e fecero un luzzo mostruoso dalle moto. Alcuni uomini vennero allo scoperto con clave di pietra.

«Ma che ca...» BONK! Nick fu stordito.

Jake, allora, cercò di trasformarsi in Maguro, ma non fece in tempo.

Anche Yena non poté fare niente.

E fu allora che Mark si trasformò...

La sua pelle divenne blu, sulla testa comparve un cappello bianco con la visiera nera a al suo fianco uno sfollagente e una calibro 9. Una musica accompagnò la trasformazione.


Pronto Polì: T'ho visto!!!

Pronto Polì: Non vale!!!

Pronto Polì: Non picchiarmi col bastone!!!

Ma se t'ho picchiato una volta sola!


Mark estrasse la pistola e seccò gli omazzi che li avevano inretati (neologismo Libresco). Dopo aver liberato i compagni, poterono proseguire.

«Chi sei?» chiese Yena.

«Sono Pronto Polì, l'agente perfetto oltre ogni sospetto.»

Nick disse «Non ci avevi parlato della tua seconda personalità.»

Pronto Polì, allora si ritrasformò in Mark e rispose.

«In effetti, mi hanno mandato per tenere d'occhio Yena e Jake, che essendo galeotti, preoccupavano il Grande Capo dei Polì. Non avrei voluto rivelarmi, ma è stato necessario!»

I quattro, dopo la sconvolgente rivelazione, ripresero a camminare, finché Nick disse

«Ci siamo... siamo sotto la centrale operativa: con la mappa non c'è pericolo di errore!»

Jake lo contraddisse.

«Secondo i miei calcoli siamo da tutt' altra parte.»

Nick ricontrollò i suoi calcoli e vide che come al solito Jake li aveva sbagliati ed effettivamente erano sotto la centrale operativa.