Allungo una mano e riesco a sfiorarvi ancora
e la porta gira di nuovo, mi costringe in attesa
che un altro giro si compia, che ritorni l'attimo
quel breve sfuggente istante in cui lo sguardo
attraverserà gli spazi e s'accenderà di Luce.

Il tempo, lento, ci sfugge di mano,
la fatica silente ci ruba il respiro
e il giorno si fa sera, la sera notte
e la porta ci fa ancora incontrare
ma è troppo tardi e di nuovo si chiude.

Torna scura la notte e quel che si può
nasce, cresce e vive solamente in Sogno.
Ad occhi chiusi vedo le cime dei monti
il Sole far scintillare i ghiacciai
gorgoglia limpida l'acqua in dolci ruscelli.

Ancora si apre la porta, girando di nuovo
si schiude su nuove fatiche e distanze
e silenzi e speranze e passioni celate
che bramano il Sole ed un Raggio, un abbraccio
a scacciare il tramonto da una porta che gira.