Ebbro di vino caldo e di spezie
conto i ricordi che splendono lenti
come i cristalli di un albero a festa
nel vento vacilla la fiamma
e la mia ombra si aggrappa
alle cose passate, alla polvere
alla neve sottile, all'inverno
di giorni trascorsi di notte.

Distendo il mio palmo sul petto
a placare il tumulto del folle
che rotola libero all'angolo
tra i detriti e gli scarti
di un mazzo di un solo colore
di un fiore nascosto
d'istanti che sfioro ogni sera
e restano ancora distanti.

Riluce, sinistra, una lacrima
tra le falde di neve
sorride tirando le labbra
alla speranza del giorno e del sole
e intanto, da sola, danza
sulla tazza di vino e di spezie
mi scalda le mani il vapore che sale
e confonde le luci della festa.