Tra le righe sfocate dagli anni
e le carte ingiallite che serbo
rincorro segrete memorie d'affani
d'un amore che fu troppo acerbo
le mie mani tremanti di sonno
posan stanche sul legno degl'assi
e i pensieri mi paiono massi
sulla soglia di questo capanno

Langue il fiume, in silenzio
scorre lenta sull'acqua una foglia
mentre cerco l'oblio nell'assenzio
lascio andare ques'alma ormai spoglia
di speranze, di voci, di sguardi
di sorrisi, di sogni e orizzonti
lo sconforto nasconde i traguardi
e si perde in lontani racconti

Storie antiche di principi e dame
creature dall'auree divine,
di passioni, di liti e di trame
d'impavidi cor e delle lor regine
pe' quali non basta soltanto una vita
per rimare cotal emozione
che sa fare d'un uomo un buffone
che mai vorrà udir ch'è finita.