Si parte sempre da soli.
Con un sorriso che scioglie le cime,
la stiva piena di ricordi
e la certezza che nulla sarà com'era ieri.

Il primo metro è il più leggero, allegro
ho la tua voce ancora che mi scalda
poi si consuma, svelta come una falistra,
per lasciar spazio al buio dei pensieri.

Soffia leggera la brezza di metà autunno
su queste vele che il tempo ha un poco liso 
e tra i capelli che hai sciolti al vento
torna il profumo dei tigli e di quel muschio dolce.

Li immagino scenderti fluenti sulle spalle
come l'orzo maturo che d'estate ondeggia al sole
e immagino il bracciante che con cura li raccoglie
e con amore li ricovera perchè son la sua vita.

Dove son io, su questo legno folle e assai lontano
rivedo il mondo passarmi accanto e andare oltre
e tutto quello che sembrava immoto
svanire all'improvviso o cambiar rotta.

Ritrovo, nella stiva dei ricordi,
l'odore buono di un abbraccio estivo;
così rasserenato torno al mio timone,
sto sottocosta ed in silenzio respiro.