Arriva, improvvisa come il vento ad Aprile
e non riesco a capire se cade dal cielo
o se sale dalle rughe di un suolo
su cui cadono le prime lacrime di un autunno freddo,
scivola sinuosa in ogni anfratto
attraversa le foglie dei pioppi fermandosi, a volte
dagli aghi dei pini marittimi viene ferita,
s'aggrappa alla resina e madida cade morente,
avvolge in silenzio anche i passi di un bimbo
percorre con lui ogni metro di strada
fondendo in un pallido sogno ogni idea
il batter del tempo si ferma con me

ed osservo

potrei anche muovermi, immerso in un latte setoso
mi giro e sto fermo sospeso in un nulla
che tocco, mi bagna le mani e mi vuota la mente

mi fermo a parlare col Padre

poi il sole, ed il vento che muove le frasche
scompiglian la trama sottile,
l'infinito si scinde di nuovo in frammenti,
ed i passi del bimbo risuonano ancora per strada
percorron veloci la via della scuola
la via di una vita sincera e pulita
velata di un grigio infinito respiro
dell'umido fiato di un mattino d'autunno