Frusciano timide le foglie
cercando l'ombra l'una dell'altra
finchè la prima cicala non attacca
e una orchestra intera intona il meriggio.

Abbaia, stanco, un cane lontano
prima che cali un sipario pesante
a fermare l'orchestra e la brezza
per cancellare l'ombre dai muri.

Lento come un'amante m'abbraccia
e mi toglie il respiro e vacillo
così, di stilla in stilla il sudore
mi prende e m'abbandona al calore.