Infinite particelle fuggono dalla tristezza
rubate dal vento si aggrappano alla speranza
di far sbocciare un fiore o crescere un frutto.
Una dopo l'altra come alla fermata del treno
salgono sul vagone del destino e dissolvono nel nulla
il ricordo dell'ultima lacrima.
Concrezioni saline, coralli di candida solitudine
riempiono i crateri di una terra asciutta
derubata di ogni risorsa.