Ero un marinaio su una piccola barca di legno
e nel mare agitato della nostra amicizia
mi ero abituato a navigare lungo la tua costa
ad esplorare gli anfratti della tua anima rocciosa
senza aver paura delle grotte più buie
o delle secche più insidiose.
Ma una tragedia nei più scuri, sacri abissi
ha alzato un'onda improvvisa
e mi ha gettato
sugli scogli affilati della tua vita.
E tutta la fiducia che avevo
tutta la sicurezza di conoscerti
si è lacerata nel macabro schianto.
Piccoli cancri rossi
si arrampicano scivolando
e consumano lenti il cadavere
dei miei ricordi.
Chissà se sui tuoi scogli
resteranno almeno le ossa.






Questa, come quella dei girasoli l'ho scritta per Shulamit.
L'ho scritta il giorno dopo che abbiamo litigato definitivamente per telefono, un mese circa prima dei Girasoli e rispetto a quella è molto più introspettiva e ricchissima di significati multipli, a partire dal titolo che, inconsciamente ho riutilizzato qualche mese fa (aprile 2008) nel nome della bottega, all'interno del gioco di ruolo che mi aveva fatto conoscere proprio Shulamit.
Stella Bianca e Azzurra, una rosa dei venti, l'origine dei punti di riferimento ma anche un oggetto che cambia faccia o colore a seconda della situazione o un simbolo di navigazione, termine che si usa anche per indicare ciò che si fa su internet.
Bianca e azzurra per un motivo semplicissimo: sono i colori della bandiera di Israele. Shulamit è ebrea o almeno credo che lo sia (o almeno ne conosce e ne rispetta bene molte tradizioni e dettami).
Il marinaio, è evidente, sono io, giovane ed inesperto navigatore della rete, discreto tecnico informatico approdato al mondo delle chat con lo stesso animo di una persona che va allo stadio quando non gliene frega niente del calcio. Mi interessavano gli aspetti tecnici ed ho finito per appassionarmi a quelli sociali, stringendo amicizie a volte discutibili e tralasciandone alcune che forse avrebbero meritato di essere approfondite.
Amicizia è un termine pericoloso da usare su internet. Sono tutti amici dopo 5 minuti, ed a chi non è smaliziato non mancano le occasioni per cadere nei tranelli di chi usa la rete per essere una persona diversa da quella cui è nella realtà. Così era Shulamit.
Tra le righe mi disse che si era "innamorata" di me e nello stesso tempo intratteneva relazioni più o meno a sfondo sessuale/sadomasochistico con altre 5-6 persone almeno (di questo ho qualche prova). Mai cercato da parte mia di andare oltre la soglia dell'amicizia, ma ovviamente ho sempre discusso con lei della sua vita sessuale e di come io detestassi quel genere di rapporti di dominatore/schiava/dolore fisico che lei invece pareva amare tanto. In gioco entrai nella sua chat con la password che mi aveva dato e la trovai a cavalcioni del pene di un tale. Litigammo. Creò un altro personaggio a mia insaputa e mi circuì nuovamente. E di nuovo finì a fare la "schiava" di questo tizio e di altri.
Finì così la nostra amicizia, il giorno che la invitai al battesimo di mia figlia e mi disse, un mese dopo, che non sarebbe venuta perchè da due mesi aveva i biglietti aerei per Israele.
Non credo sia mai andata visto che qualche giorno dopo la sua prevista partenza andò a cena ad un raduno di giocatori a Roma.
La bomboniera che le avevo mandato mi tornò in pezzi con un bel "destinatario sconosciuto" stampato sulla busta. Così esplosi e la "sputtanai" ai 4 venti.
La tragedia evocata dalla poesia è la fine della nostra amicizia, ma anche la morte "finta" di suo figlio o le grandi bugie che mi ha raccontato.
Gli scogli affilati sono le schegge di vetro della bomboniera infranta, l'animo corroso dai granchi rossi di furore della delusione e della rabbia.
E sulla roccia fredda dell'animo di Shulamit, chissà che valore ha ancora il ricordo di chi sembrava così importante per lei.