La menzogna non porta la corona di spine
cerca compassione per orrori inesistenti
e brama lascive sofferenze
per riempire di fiele e di orgasmi
una fredda scatola vuota
rossa al centro del petto.
Ho attraversato la scia del male
come una rondine attraversa uno sbuffo di fumo
e quel volo cieco nel tanfo dei morti
mi ha mozzato respiro e speranze.
Cammino ancora solo perché
ho visto il sole sorgere
piccolo all'orizzonte

 

 


È sempre difficile accettare il tradimento da parte di un amico, è sempre difficile sopportare le menzogne, soprattutto se gravi ed immotivate, provenienti dalle persone a cui avevamo concesso la massima fiducia.
Così successe con Shulamit, che mi riempì di bugie e di racconti di vita assurdi, in cui il "male" trasudava da tutti i pori e lei, come una vestale destinata al sacrificio, saliva ogni volta sull'altare per essere scannata. Le piaceva (non ho altre spiegazioni) sentirsi trattata da vittima, ma nello stesso tempo ferire, senza ritegno alcuno, i miei sentimenti e le mie emozioni.
C'è voluto parecchio tempo perché mi riavessi da quella vicenda, questa poesia la scrissi nel momento di svolta, il giorno in cui decisi (arrabbiato) di non farmi più calpestare.