Adrenalina pura scorreva nelle vene della piccola Sagitta, che le stava accadendo?
Elettrizzata dai propri sensi resi più vivi dalla recente battaglia s’incamminò lungo il sentiero e quel volto scuro, quegli occhi intensi profondi come un pezzo di cielo nella notte senza lune, chi era questo signore dallo scuro mantello che sorrideva con gli occhi mandando guizzi ironici e con dolcezza aprendo uno scrigno di tesori mai visto?
Non lo aveva mai visto, ma l’incontro di quello sguardo scatenò tutto quello che in lei era celato, Sagitta non capiva più nulla, seguiva solo il proprio istinto...
E solo quello... lo sconosciuto cavaliere non aveva bisogno di parole, ogni dialogo era inutile; il vedersi e l’appartenersi era stato tutt’uno come conoscersi dagli inizi del tempo e come l’attraversare il cielo di una cometa cadente, un piacere senza fine.
L’appagamento dei sensi era profondo ed acuto, il silenzio era greve di parole mai dette e da non dire, un angolo di terra solo per Sagitta ed il suo sconosciuto signore.
Sagitta lo sapeva benissimo, non si sarebbero rivisti o se ciò fosse avvenuto questo episodio sarebbe rimasto bruciante meteora nel profondo del suo cuore, luce mai conosciuta prima d’ora e liberatoria, trasgressione pura e dolcissima.
Non era un grazie per averle salvato la vita, non era un addio né un arrivederci ma un riconoscersi nella propria pelle e starci benissimo.
Un ultimo abbraccio, un bacio profondo ed appassionato.
Pensò: "A chissà quando mio signore?", ma non disse nulla e trasportò questo angolo d’eternità dalla morte alla rinascita in silenzio, com’era venuto.
Frastornata, sconvolta, piena di sensi di colpa verso i propri cari, ma liberata nella propria femminilità, prese la via maestra che conduceva a Kolise sicura che avrebbe incontrato amici, sicura di non dimenticare mai, sicura che la notte avrebbe portato calma.
Quale scelta migliore se non la Taverna del Drago Verde, quale scelta se non il bere qualcosa insieme a Petros fine cantore e musicista, Isabeau fiera amazzone e grande amica, Kraig dotto e colto che aveva una giusta parola per ciascuno ed ancora Leeloo ironica ed arguta nella sua sapienza, madras Kristal così abile e buona, Dirkpitt esibizionista, gigione ma forte e rassicurante; come non scaldarsi al fuoco del camino e della loro amicizia; tacere e ridere di cuore insieme a loro, ascoltare le loro chiacchiere rassicuranti nell’affastellarsi dei suoi pensieri, ed il cibo condiviso insieme al bere fece bene all’anima di Sagitta che si lasciava andare a quel tepore del cuore.
Benedetti amici miei... più tardi arrivò Kassandra, che scatenò un putiferio a discapito di Petros (per Sagitta Pjotr perché le era caro come le era caro il libro a lui dedicato)……
E le risate, l’allegria, e i pantaloni di Petros e tutto il resto animarono la serata come non mai.
Petros si era di nuovo fatto male al ginocchio; Sagitta in un impeto umanitario aveva cercato di curarlo tagliandogli gli oramai laceri calzoni e costatando che il ginocchio si era gonfiato ed era molto arrossato; Petros era ubriaco per la troppa sofferenza e per l’anestesia dell’alcool, a Kristal sembrava avessero mangiato Barbaro il suo fido cavallo, invece poi era il cavallo di Ledra affettato da Dirkpitt.
Troppe cose avvennero.
Petros aveva un taccuino, passato a Dirkpitt, che a sua volta fu assalito da Madras Kristal perché supponeva che vi fossero le mosse del torneo dei verdi, è intervenuto Bersek che ha restituito il taccuino a Petros, il tutto annaffiato da brandy, vodka vino e costine e salsiccia di maiale e le adorate ciambelline con il vinsanto per la piccola Ledra.
Che bagarre, se ne andarono tutti felici lasciando Isabeau ridente accanto a Bersek; Kraig se ne era andato prima, per un impegno.
Sagitta riprese il suo cammino verso la propria Kioskas con una luce nuova dentro il cuore...