Capitolo XXXV


Il primo a svegliarsi fu Nick.

«Che cazzo! Sembra che mi abbiano sbattuto una Sequoia Sempervirens in testa.»

Nick notò che Maguro si era ritrasformato in Jake, ma anche lui aveva perso i sensi come gli altri nell'urto sulla superficie del pianeta. La spinta delle scoregge spaziali era stata tale che una volta raggiunta l'orbita del pianeta i tre si trovarono incapaci di frenare e fecero un busso della Madonna sulla superficie del pianeta. A occhio sembrava un pianeta di classe K18, perché era ricoperto di vegetazione R.E.G. Clorofillante e il diametro del pianeta non sembrava superare i 18000 Km.

Nick si ruppe il cazzo e cominciò a urlare

«Oh! Svegliatevi, Pio Bove, che state dormendo da un pezzo!»

Un grugnito di risposta uscì dalla bocca di Yena, mentre Jake non si voltò neanche. Nick, allora, estrasse il Panzerfaust laser costruito artigianalmente da Yena e sparò qualche colpo per terra aprendo soquante voragini del diametro di qualche centinaio di migliaia di decimi di metro terrestre. I bussi provocati dal Panzerfaust svegliarono Yena e Jake che aprirono lentamente gli occhi e dissero

«E smettila di pestare i legnetti secchi, che fai rumore.»

Nick, per risparmiare tempo, prese il suo amplificatorino tascabile da 350 megawattons, gli attaccò un microfonino da walkman spaziale e con signorile contegno disse

«SE NON VI ALZATE DA LI SUBITO IO VI APRO IL CULO CON IL TRONCO DI UN BAOBAB SPAZIALE E POI MENTRE IL BUCO È ANCORA APERTO CI INFILO DENTRO L'ALBERO MOTORE DELLA ALDIVALUS E POI LO PIEGO!!!»

Quando i due sentittero (che è molto più bello di "sentirono") la frase “e poi lo piego” scattarono in piedi in assetto da combattimento e cominciarono a realizzare che erano su un pianeta sconosciuto. Yena si guardò un po intorno e poi esternò la sua ammirazione per il paesaggio.

«Che bocchino di posto! Io propongo di far saltare il pianeta con una bomba allo Iodio Palladio e andarcene da qui. Non c'è neanche un fast food spaziale! E io adesso dove vado a bermi una Space Cola? Ho una sete della Madonna. Brutta verra di un' Eva, poteva almeno esserci un extracomunitario galattico con qualche pila laser per il walkman di quelle che costano meno.»

Jake invece, con più calma mollò una scoreggia che abbatté un acero secolare e poi disse

«Secondo me da qualche parte c'è qualcuno. Lì per terra c'è una sportina di nylon spaziale che è stata abbandonata da qualcuno.»

Gli altri due la guardarono e risposero «Ohi!»

«Va bene va là. Mettiamoci alla ricerca di qualche abitante. Se vogliamo mangiare e sapere dove siamo è meglio che ci mettiamo subito in marcia.»

I tre si incamminarono nel fitto del bosco, con Yena in testa che teneva il suo Panzerfaust laser spianato a scanso di equivoci. Qualche tempo dopo, mentre il Sole locale si faceva più caldo, Yena udì un fruscio tra i cespugli davanti a loro, e tanto per vedere a cosa era dovuto il rumore sparò nel cespuglio un paio di caricatori della sua pistola laser. Nick e Jake dissero

«Oh! Ma che cazzo fai? E se era un abitante?»

Yena lo guardò mentre soffiava sulla canna della pistola laser (che dopo lo sparo non fuma come una pistola normale, però così è più western) e rispose

«Lo so, però è già da qualche giorno che non ammazzo niente e dovevo sfogarmi.»

Fortunatamente, la vittima di Yena era una capra spaziale (che è come la capra terrestre, ma puzza meno e ha le lucine che si accendono e si spengono sulle corna tecnologiche), e i tre (soprattutto Jake) non disdegnarono l'idea di spolparla fino all'osso, dal momento che era già stata cotta dai laser di Yena. La innaffiarono con qualche latta di birra spaziale che era rimasta negli zaini e proseguirono il cammino.

Poco dopo mezzogiorno il gruppetto arrivò al limitare del bosco e il caldo era sempre peggio. Alla fine del bosco si vedeva una gran bassa costellata di campi di frumento a perdita d'occhio.

Jake disse «Per male che vada, con tutto questo frumento qualche ciopetta di pane dovremmo trovarla.»

Circa un' ora dopo mezzogiorno, Jake che era il più alto avvistò un fumanino che si alzava dalla distesa di grano, e i tre si misero a camminare in direzione del fumanino scostando le spighe grandi sempre delle piante di grano spaziale. Dopo un po sbucarono in un cavdagnone spaziale (che è un cavdagnone normale però è nello spazio invece che sulla Terra) e Jake avvistò uno strano baraccotto fatto con lamiere di recupero.

«È laggiù!» disse Jake, mentre il caldo era diventato infernale e Nick si era già cambiato 13 o 14 magliette a forza di insupirle di sudore. Ormai sfiniti per il caldo i tre arrivarono davanti all'uscio del baraccotto e Yena lo aprì cadendo a terra per lo sforzo. Dalla porta uscì una folata di aria bollente che era peggio di fuori, e alcune piante di grano li vicino si carbonizzarono all'istante.

Yena era fortunatamente steso a terra, mentre Jake e Nick erano spostati lateralmente rispetto alla porta e non furono investiti dall'ondata ustionante.

Dentro il baraccotto c'era un camino acceso, e sulla soglia si presentò un omino color carbone con in mano un boccale da 8 galloni di vin brulè. L'uomo era evidentemente stupito di vedere altre persone in quella zona, e alzandosi maestoso disse

«Chi siete o voi che vi presentate alla soglia dell'Uomo Che Patisce Più Caldo Dell'Universo, signore del pianeta Sudaticcius?»

Nick, che era sempre il più diplomatico dei tre, disse che erano tre terrestri impegnati nella lotta galattica contro Sediuls e che si trovavano lì perché erano dovuti sfuggire ai Napolitanus, che li avevano depredati. L'Uomo che patisce più caldo dell'universo si dimostrò ospitale, ma i nostri eroi preferirono non entrare nel baraccotto per timore di essere cremati all'istante dall'atmosfera interna. Nick, che era già dimagrito 9 chili dalla mattina, si buttò in un fosso per rinfrescarsi, ma il fosso era secco bresco per l'arsura e così sbattè la ghigna contro uno strato di terra secca ultrastagionata emanando un flebile suono che stava a significare che anche i maroni avevano picchiato sul duro.

Yena disse a Jake che ci pensava lui e fece rinvenire Nick con una settantina di schiaffi. L'Uomo che patisce più caldo dell'universo disse di essere rimasto l'ultimo discendente dei Custodi del Kalore; un ordine religioso antico che conosceva i grandi segreti del Kalore. Il Kalore è quella grande forza naturale che unisce tutte le cose della natura tramite le loro capacità termiche ed è in grado di farne variare la temperatura per far loro raggiungere l'Armonia Finale che è propria di tutte le cose dell'Universo. L'Uomo che patisce più caldo dell'universo disse di aver sentito parlare di Sediuls e dei suoi progetti di costruire un ipermercato galattico.

«Non permetterò a nessuno di impiantare dei maledetti freezers nell'Universo. Quelle maledette macchine uccidono il Kalore delle cose e devono essere distrutte. Vi darò i poteri per distruggere Sediuls e la sporca marmaglia che lo segue. Vi dovrete impegnare molto e dovrete patire molto caldo, ma quando ve ne andrete da questo pianeta saprete come usare il Kalore a vostro vantaggio, e piegherete con facilità le velleità imperialiste di quel nano di merda con la barba rossa!» (finemente parlando).

Il giorno dopo, dopo mezzogiorno i tre erano sdraiati su una piana asfaltata al sole e si rotolavano mentre la loro pelle friggeva per il caldo dell'asfalto.

Jake bestemmiava perché non c'era neanche un po di lambrusco da bere.

Yena bestemmiava perché con questo addestramento non si ammazzava mai nessuno.

Nick non bestemmiava più perché a forza di sudare era andato a finire in niente.

Quando la pelle dei tre eroi fu carbonizzata al punto giusto, l'Uomo che patisce più caldo dell'Universo li mandò nel bosco ad abbattere alberi secolari a mani nude mentre il vecchio sacerdote li strinava con uno specchio ustore.

Jake provò anche a trasformarsi in Maguro per fare prima, ma l'Uomo che patisce più caldo dell'Universo gli mandò un coppone di Kalore che lo fece ritrasformare in Jake, gli fece sbattere la testa contro il tronco di un Baobab spaziale e gli strinò la coppa che la fece diventare nera.

Dopo molti giorni, Jake, Nick e Yena cominciavano a pensare che tutti questi allenamenti non servivano proprio a niente, anzi, a un cazzo, Yena si era proprio rotto di strinarsi la gobba su Sudaticcius e propose di smollare il pacco e andarsene dal pianeta prima di sacrificare le palle al sole. Jake voleva andarsene anche lui perché tra il sudore e la fatica gli era venuta una fame della madonna, e li si mangiavano solo delle ciopette di pane carbonizzato. Nick, invece, con i suoi soliti pensieri razionali del cazzo pensava che ci fosse del vero nelle storie dell'Uomo che patisce più caldo dell'Universo e credeva che era bene rimanere ancora un po per vedere che cosa intendeva tirare fuori da loro il vecchio sacerdote.

Siccome li ci erano arrivati senza mezzi, e se Jake non si trasformava in Maguro e usava le scoregge spaziali non potevano muoversi, decisero di restare ancora. Il giorno dopo l'Uomo che patisce più caldo dell'universo disse loro

«Oggi è il giorno della grande prova. Se la supererete potrete imparare a usare il Kalore a vostro vantaggio. Siete pronti ad affrontarla?»

«SIII!!!» (stavolta nel coro generale c'erano ben 3 persone)

«Bene. La prova consiste nel trascorrere il periodo da mezzogiorno alle tre nel mio baraccotto chiuso a chiave da fuori col camino a busso e bevendo almeno 8 galloni di vin brulè a testa.»

MAKEPACCKK!!!!

Dopo lo shock iniziale, i tre si riebbero e decisero di affrontare la prova. Jake era contento da matti perché finalmente c'era del vino da bere. Yena invece quando ebbe finito di bere si andò a sedere nel fuoco perché tanto il caldo non lo sentiva più. Nick era già quasi trasparente ma ne uscì vivo. Alle tre il peso complessivo del gruppo era calato di 79 Kg, ma quando l'Uomo che patisce più caldo dell'universo aprì l'uscio uscirono tutti e tre con le loro gambe. Il grande vecchio era felice da matti perché erano secoli che durante la prova morivano tutti.

«Bene! Ora potrete iniziare a manovrare il Kalore. La vostra volontà è forgiata.»

Ci vollero alcuni giorni ancora, ma infine i tre eroi erano in grado di abbassare e alzare il Kalore degli oggetti con la forza della loro mente semicarbonizzata. Quando ognuno dei tre fu in grado di carbonizzare con lo sguardo un campo di frumento, l'Uomo che patisce più caldo dell'universo decise che era per loro giunta l'ora del grande confronto.

«Siete pronti ormai per la grande lotta. Quello scarto di batuffolo rosso scomparirà davanti alla forza del Kalore che controllate. Potete ormai partire per il grande confronto.»

Yena lo ringraziò animatamente e gli regalò una cassetta dei Metallica a tenuta termica da ascoltare per passarsi il tempo sul deserto pianeta Sudaticcius. Gli altri due lo riverirono e poi Maguro sostituì Jake per il viaggio finale.

«Che il Kalore sia con voi!» esclamò in segno di saluto l'Uomo che patisce più caldo dell'Universo.

«E con te!» rispose il gruppo.

«Scoregge spaziali!» tuonò Maguro, e i tre si trovarono in viaggio per il pianeta di Sediuls, dove l'ultima battaglia era ormai imminente.

Appena in orbita Nick disse a Guro

«Oh, scoreggia più forte che in tre capitoli dobbiamo finire.»

«Roger!» Disse Guro, ma non aveva previsto che le settimane sul pianeta Sudaticcius, senza fagioli e con un caldo della madonna gli facessero quell'effetto.

Il carburante finì proprio sul più bello ed i tre tornarono a precipitare sul pianeta dove l'Uomo che patisce più caldo dell'universo li ospitò per qualche altro giorno.