Capitolo XXVIII


Passato il torpore da teletrasporto malfunzionante, i tre eroi cominciarono a guardarsi attorno.

Guardarono a nord.

Guardarono a sud.

Guardarono a est.

Guardarono a ovest.

Ci fu anche qualcuno che suggerì di guardare a sud-est.

Ma l'unica cosa che riuscirono a vedere fu solo una grande, enorme, polverosamente arida distesa di sabbione.

Nick saltò su e disse «Ma questa non è la zona dove dovevamo essere teletrasportati.!!!»

Jake replicò «Già già già!»

Yena aveva già estratto il suo destabilizzatore molecolare a lungo raggio da tasca e lo aveva puntato in verticale verso il punto di stazionamento della Crossray.

«Fottutissimo bastardo elettronico!!!»

Ma prima che potesse sparare gli altri due lo placcarono di brutto. Sparò contro un' anonima parte del paesaggio, cioè un mucchio di sabbione.

ZZZZZZOOOOTTTTKABOOOOOOOOOMMMMMMMMMM!!!

Furono investiti dal contraccolpo della sabbia spazzata via e dallo spostamento d'aria pari circa a quello di un chilo di esplosivo al plastico. Quando il polverone si fu abbassato e i nostri eroi poterono di nuovo aprire gli occhi, videro il busanazzo che aveva provocato il destabilizzatore molecolare a lungo raggio da tasca usato a corto raggio. Era largo circa venti metri e profondo una cinquantina, e si incuneava a cono sotto la superficie del pianeta.

Nick si rivolse a Yena.

«Possibile che appena arrivati già dobbiamo farci riconoscere? Guarda qua che casino che hai combinato!!!»

Stavano per fare a pacche, quando un forte vento cominciò a soffiare e ad alzare un polverone bestiale.

Jake urlò «Presto, dentro al busanazzo!»

I tre entrarono in quella specie di grotta sbilenca e si ripararono lì. Dopo i primi dieci metri non si vedeva già più un cazzo.

«Jake?»

«Oh?»

«L'hai portata la lampada laser, vero?»

«Ma io no.»

«Come no?»

«Doveva portarla Yena.»

«Yena?»

«Oh?»

«L'hai portata la lampada laser, vero?»

«Si che l'ho portata!»

«Allora cosa cazzo aspetti ad accenderla?»

«Ehm... veramente ho usato le pile laser per ascoltare gli Slayer nel mio walkman...»

Nick perse leggermente la pazienza .

«MA IO TI AMMAZZO, FIGLIO DI PUTTANA!!!»

SOCK! SMASH! KAPOW! BADABEM! CRASH!

Jake provò a fermarli dicendo «OH!? Allora la volete piantare di darmi delle pacche, che non è mica colpa mia!»

«Scusa, Jake, ma qua non si vede un cazzo!»

Yena allora provò a rumare nelle sue tasche.

RUM! RUM! RUM! RUM! RUM!

«Trovato!»

«Che cosa?»

«Un fiammifero laser!»

«Beh, meglio di niente.» disse Nick.

CRRRRRRSSSFIAMMMMMZZZZZZZZzzzzzzzzzzzz!

(rumore di fiammifero laser che si accende per sfregamento).

Un lieve chiarore illuminò la caverna. Yena si mise in testa al gruppo, mentre Jake si massaggiava la mascella saccagnata. Arrivarono alla fine del tunnel.

«Fine del tunnel.» disse Yena

«Questo lo aveva già detto il narratore.» disse Nick.

«Ah, sì? Allora gli sparo!»

«Ma piantala Yena!» disse Jake «Sii serio e cerchiamo di lavorare, che abbiamo solo altri dieci capitoli per far fuori quel bastardo di Sediuls.»

«Perché solo dieci capitoli?»

«Che ne so? Lo hanno deciso i Creativi che ci hanno fatto venire al mondo scrivendo di noi! Trentotto capitoli, come i Promessi Sposi!!! E siamo già al ventottesimo.»

«Jake, ma non crederai alla storia dei Creativi?!? Lo sanno tutti che non esistono, che noi ci siamo evoluti da forme primordiali di vita fino alla perfetta forma di vita a cui siamo giunti.»

Guardò Yena e si corresse.

«Beh, forse qualche difettuccio ogni tanto viene fuori, ma comunque...»

Yena, che nel frattempo era andato avanti, gridò.

«AAAAAAAAGHHHHHHHHH!!!!!»

Gli altri due impugnarono i laser e corsero in avanti. Era tutto buio.

Jake disse «Oddio, forse lo hanno catturato e adesso lo stanno portando via.»

Yena accese un altro fiammifero laser e disse «Idiota, mi sono solo strinato le dita col fiammifero laser!»

I tre tirarono un sospiro di sollievo e riposero le armi. Yena indicò la fine del tunnel, che inaspettatamente non era fatto di sabbione, ma era una lastra di metallo. Jake bussò sul metallo per saggiarne la consistenza.

«Questo è DuraSteel al titanio. Impenetrabile. Possiamo tornare indietro, tanto non c'è verso di entrare da qui, probabilmente c'è un sistema di apertura, ma sicuramente si trova dall'altro lato.»