Capitolo XXVI


Drrriiiiiinnn...

Drrriiiiiiiinnnnnn....

Drrrriiiiiiiiinnnnnnn......

Drrrrrriiiiiiiiiiinnnnnnnn........

«Sì!.. sì! arrivo.... porca puttana...»

Drrrrrrriiiiiiiiiiinnnnnnnnn........

«Ma vaffanculo!»

«Ma vacci te e svegliati che è tardi» rispose la voce all'altro capo della linea.

«Nick! Brutto stronzo! Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo e mi avresti tornato a telefonare alla mattina presto.»

«Va bene... va bene Jake, adesso calmati e ascolta: prepara i bagagli e vola al cancello 43/4a dello spazioporto di Boston, c'è una sorpresa che ti aspetta. Click.»

«Ecco, lo sapevo, mi ha sbattuto il telefono in faccia (cazzo che male!) e non ho neanche fatto in tempo a chiedergli di cosa si tratta. Beh, poco male, adesso mi riposo un attimo e poi vado.»

Drrrrrrrriiiiiiiiiiinnnnnnnn.

«Jake, vaffanculo, tirati su da quel letto e vieni qui! Click.»

«Ok.. ok.. arrivo subito, visto che ci tieni tanto.»

Ci volle un po' di tempo per arrivare a Boston, ma ne valse la pena. Chiaramente allo spazioporto nessuno sapeva dove si trovasse il cancello 43/4a e dopo mezz'ora Jake non ne poteva più di chiedere informazioni a turisti con strane proboscidi o con sette occhi. Allora decise che era il caso di incazzarsi e si recò per la settima volta allo sportello delle informazioni.

Attese il suo turno e chiese alla hostess, per la settima volta, dove si trovasse il cancello 43/4a....

...e per la settima volta si sentì rispondere

«Mi dispiace signore, ma non esiste un cancello 43/4a.»

Jake prese la hostess per il bavero della giacca e la sollevò di un mezzo metro.

«Mi dispiace un cazzo cara signorina, mi hanno svegliato stamattina dicendomi di andare al cancello 43/4a dello spazioporto di Boston, ed io da qui non me ne vado se non lo trovo.»

Detto questo, fece per abbassare la hostess, ma lei gli si aggrappò al collo e... alla bocca. Jake sulle prime ci rimase un po' male, ma pensandoci meglio, decise che se quello era un modo per farsi perdonare, era il caso di tenerla per le lunghe.

Infine la bellissima hostess staccò le labbra da quelle di Jake.

«Mi scusi signore, ho fatto un errore, il cancello 43/4a è da quella parte, a circa 400 metri... ed il mio indirizzo è in questo biglietto.

«Grazie mille. Arrivederci... a presto, spero.»

Jake si incamminò nella direzione che gli era stata indicata, ma c'era qualcosa che non andava, gli sembrava di avere un sasso sotto la lingua.

O forse un piccolo astuccio. Un piccolo astuccio di forma cilindrica, contenente... un messaggio.»

«Ponte 23 cancello 20 sequenza di ingresso 43/4a... bene è proprio qui.»

Jake immise il codice di sicurezza e ala porta magnetica si aprì in pochi decimi di secondo e si richiuse dietro di lui subito dopo il suo passaggio. Oltrepassata la camera di compensazione termica, si offrì agli occhi di Jake uno spettacolo che non avrebbe mai sperato di rivedere.

«La CrossRay! Nooo! Impossibile! È esplosa!»

Jake strabuzzò gli occhi, se li strofinò per vedere se dormiva ancora e, quando li riaprì si trovò di fronte ad un caccia interstellare.

«Insomma io non ci capisco un cazzo! Ma cos'è sta roba?»

Finalmente si aprì un portello e ne scesero Yena e Nick.

«Ciao Jake! Visto che roba! Siamo stati riabilitati, c'era da immaginarselo che il ministro che ci ha fatto rinchiudere era un mafioso di merda!»

«Forza, sali a bordo, che poi ti spiego come funziona.» disse Nick.

Sul piccolo piazzale c'era una navetta spaziale di medie dimensioni, in tutto e per tutto identica alla CrossRay. Jake salì a bordo e si mise comodo, mentre Nick iniziava una delle sue spiegazioni.

«Questa non è la CrossRay originale, ma la sua seconda versione, molto più aggiornata. Il calcolatore che la controlla è stato di conseguenza aggiornato, anche se mantiene come base i banchi mnemonici di JN11. Oltre alle particolarità di sfruttare l'energia gravitazionale per il movimento ed alle capacità di mimetizzazione olografico radar della vecchia CrossRay, su questa navetta sono stati installati per la prima volta dei catalizzatori magneto atomici, in grado di modificare fisicamente l'aspetto esterno della navetta stessa. Questo sistema permette, ad esempio di provvedere automaticamente ed in pochi secondi ad eventuali riparazioni di parti meccaniche esterne oppure provvede alla generazione di scudi antimeteoritici di emergenza. Ma non è finita qui. La navetta è dotata delle armi più sofisticate ed ha la capacità di fuoco di un incrociatore stellare.»

«Beh, non c'è male...»

«Non c'è male un cazzo...» rispose una voce alle spalle di Jake.

«Chi ha parlato!?»

Nick si scusò «Mi dispiace Jake, non ti ho ancora presentato JN12, il nostro nuovo pilota automatico.»

«Non c'è male un cazzo...» ripetè JN12 «Questa è la nave più sofisticata che l'uomo abbia mai creato... e io non sono un pilota automatico.»

«Ok JN12, scusa... e vaffanculo.»

«Ah, a proposito, ti è piaciuto il comitato di ricevimento, Jake?» chiese Yena

«Se alludi alla hostess, direi proprio di sì!»

«Che hostess? Io sono stato ricevuto da un branco di giapponesi in camice bianco con un tesserino con la fotografia!!!»

«Oh, cosa vuoi che ti dica, non è mica colpa mia se quella hostess mi è saltata addosso...»

«Adesso basta discutere» disse Nick «stavolta siamo solo in tre, Mark è occupato a spolverare la sua donna, e non abbiamo molto tempo. È necessario fermare Sediuls. Quindi zitti e buoni... e partiamo.»

Nick si sedette al posto di pilotaggio ed iniziò ad armeggiare sapientemente con leve e pulsantini colorati e luminosi, poi si girò verso gli altri e disse

«C'è nessuno che sa come far partire questo cesso?»

Yena stava già saltellando in preda al panico da lucine, quando Jake, che stava arrivando di corsa, inciampò su un suo laccio delle scarpe e cadde. La sua sinistra trovò un sostegno sulla poltrona di Nick, mentre la destra, nel tentativo di schivare il banco di controllo, lo centrò in pieno.

Tra i pulsanti che si attivarono, oltre all'antincendio, al forno a microonde, alla lavasciugatrice, alla televisione, al monitor di servizio, allo scarico del cesso (all'esterno), si attivò anche un piccolo pulsante giallo con la scritta “ENGINE START”.