Capitolo XXIX


«Proviamo a bussare.» disse Nick, sferrando due poderosi colpi alla lastra grigia.

«Niente da fare.» disse Yena «So io come passare!»

Detto questo partì a spron battuto in direzione del portone con l'intenzione di sfondarlo con una craniata, ma le sue speranze si infransero su quella superficie liscia.

Nick ritentò «Dunque, calcolando i ricorsi storici e le probabilità incrociate multiple, potrebbe essere “APRITI SESAMO!”»

Niente da fare.

Jake si guardò un poco intorno e disse «Che ne dite di suonare il campanello?»

DDRRRRRRIIIIIINNNNN!!!!!!!

«Funziona!» (coro generale)

Una voce di donna rispose:

«Wshfwhfwhwh (Fruscio del citofono) Parola d'ordine preggoo!»

I tre si guardarono in faccia poi dissero:

«Vaffanculo te la parola d'ordine!»

A quelle parole seguì un tonfo sordo e, dopo pochi istanti, il pesante portone iniziò a sollevarsi. Una guardia li aspettava dall'altra parte per scortarli.

«Vi aspettavamo da un bel pezzo, sarà quasi un mese che vi abbiamo chiamato per disinfestare le cantine imperiali! Ma... un momento, non vedo nessun bidone di veleno per topi spaziali... e neanche una trappola per gli Scarrafoni di Vega!»

Nick cercò di spiegare «Difatti noi non siamo...» ma venne immediatamente interrotto da Jake, che, non appena sentito la parola “cantine” aveva drizzato due orecchie che sembrava il signor Spock.

«... noi non siamo come gli altri disinfestatori, noi interveniamo sul singolo elemento nocivo evitando così sprechi di energia... se vuole un esempio...»

Bastò un' occhiata a Yena indicando uno scarafaggio in fondo alla saletta. Yena estraette (licenza poetica) il suo destabilizzatore atomico dalla fondina magnetica e sparò un colpo che fece sparire il piccolo scarafaggio... e anche mezza parete.

«Molto efficace!» replicò la guardia «Venite, un addetto vi scorterà fino alle cantine imperiali.»

Il tocco di un pulsante su una console sulla sinistra fece chiudere il pesante portone alle spalle dei quattro con un tonfo sordo che risuonò lungo i corridoi e le stanze sotterranee. Pochi istanti dopo entrò dal foro ancora fumante nella parete una stupenda bionda carrozzata spider, con una tutina aderente che lasciava all'immaginazione solo il colore della pelle.

«Ecco il sommelier imperiale.» spiegò la guardia.

Nick iniziò a sbavare e a guaire e, con occhio pallato e lingua felpata, tentò di masticare una parvenza di saluto.

«Mmmfghghf... Ehmh... Gfgfhh...»

Yena mantenne la calma «Bene signorina, credo che se ci mostra la strada per le cantine, forse possiamo tentare di salvare il vostro vino dai topi spaziali e dagli scarrafoni di Vega.»

«Molto bene, signori, se volete seguirmi...»

Yena e Jake furono violentemente trascinati dietro la donna da Nick che, con lo sguardo incollato al fondoschiena ancheggiante strisciava sul pavimento come un'anguilla. Dopo circa un quarto d'ora di camminata (o di strisciata) i quattro giunsero finalmente alle cantine. Aperta la porta, anche Yena ebbe gli stessi sintomi di Nick e cadde in uno stato catatonico: le cantine si estendevano fino dove l'occhio poteva vedere «...ed anche di più.» specificò la ragazza.

«Beh, cosa aspettiamo?» chiese Jake «Diamoci da fare!» disse, guardando verso la ragazza «... beh, volevo dire... sì, insomma... descarafaggizziamo questo posto!»

Yena guardò Nick e gli chiese «Vedi scarafaggi o topi da qualche parte?»

«Direi proprio di no, però vedo un sacco di stupende bottiglie che rischiano di invecchiare senza che nessuno se ne prenda cura. La ragazza ci pensò un poco poi disse «Allora cosa aspettiamo ragazzi? Sotto!!!»

(Bel sommelier imperiale che aveva Tassus...)

Quello che successe tra la prima bottiglia e due giorni dopo non è il caso di raccontarlo in quanto alcuni particolari potrebbero essere dannosi alla reputazione della ragazza. Comunque, due giorni dopo la famosa prima bottiglia, i quattro si svegliarono con un tremendo mal di testa ed un alito che sembrava quello di un tino. Avevano vuotato quattordici pareti da otto blocchi di cento metri ciascuno, alte due metri e originariamente piene di tutti i possibili vini dell'universo conosciuto.

«Mi sembra che non ci siano più problemi di topi e scarafaggi... non c'è quasi più vino!» esclamò Nick cercando di aiutare la ragazza ad alzarsi ed a riprendersi. «Ma tu...»

«Sì?»

«Come ti chiami, che mi sono scordato di chiedertelo?»

«Mi chiamo Joy e sono il sommelier imperiale... o forse... ero il sommelier imperiale, visto che abbiamo finito tutto.»

«Bene Joy, questo è Jake, questo è Yena e io mi chiamo Nick, vedi, noi non siamo proprio derattizzatori, siamo una squadra speciale inizialmente composta da quattro persone (qui manca Mark, il quarto) destinata dalla Federazione Intergalattica a fermare Sediuls I e la costruzione del suo Supermercato Ipergalattico.»

«Contenta?»

Joy rimase un paio di minuti assorta con uno sguardo perso nel vuoto, come se avesse staccato gli organi di senso per poter pensare meglio.

«Sì.»

«Sì.. cosa?» coretto generale.

«Sì, sono contenta che non siate derattizzatori, almeno non ho passato due giorni di cui non ricordo nulla con un gruppo di derattizzatori, ma con dei mercenari!»

«Ok.. Ok.. Puoi portarci dall'imperatore? Avremmo bisogno di parlargli.» chiese Jake.

«Certo che vi posso portare, seguitemi.»

Quando aprirono la porta, si trovarono di fronte ad un interminabile corridoio vuoto.

«Ma come? A quest'ora ci dovrebbero esserci centinaia di addetti in questo corridoio, invece non c'è nessuno!» esclamò Joy sbiancando come se avesse visto un fantasma.

Jake si guardò un po' intorno poi disse: «Ho una brutta sensazione ragazzi: o ci hanno fatto una festa a sorpresa come su VERDE, oppure qui non c'è più nessuno.»

Da una rapida ispezione, i timori di Jake si dimostrarono fondati perché infatti non c'era più nessuno in tutto il complesso di gallerie sotterranee dei fughinarius. Nella sala del trono, i quattro trovarono un terminale video ed una cassetta. Inserirono la cassetta e pochi istanti dopo apparve l'immagine di Tassus.

«Il mio nome era Tassus, imperatore del popolo dei Fughinarius, ed il mio scopo principale era quello di fermare l'avanzata di Sediuls I, imperatore di ITIAVus e pirata dell'universo. Purtroppo la mia gente è stata sconfitta dalla soverchiante preponderanza delle forze nemiche ed io credo che verrò presto giustiziato da Sediuls. Lascio questo messaggio ai posteri perché non dimentichino la tragedia del mio popolo e la sua voglia di libertà.»

Joy scoppiò a piangere e Nick si affrettò a consolarla. «Coraggio, dopotutto non vedo la necessità di piangere per così poco...»

«Sigh.. sigh sigh.. ma sono.. sigh.. l'ultima discendente.. sigh.. dei fughinarius.. sigh..»

«Beh, però di positivo c'è che almeno tu puoi continuare la specie!» le disse Nick.

«Cosa intendi per "continuare la specie"?»

«Beh... sì... insomma.., capisci...»

Joy capì benissimo e si avvinghiò a Nick che sembrava una piovra. Nick, molto premuroso, si divincolò all'abbraccio strifolante di Joy e le disse con calma ma con fermezza «Calmati Joy, per ora ti conviene andartene da questo pianeta, provvederemo noi a trovarti una sistemazione adeguata e non preoccuparti... penseremo noi a vendicare il tuo popolo! Vero ragazzi?»

«Vero!» (coretto)

Nick chiamò JN11 con il trasmettitore portatile e fece portare Joy sul pianeta di Mark.

«Vedi di riposarti e saluta Mark per conto nostro!» l'avvertì Nick prima che JN11 la smaterializzasse.

«Una bella strinata eh Nick?»

«Credo proprio di sì Yena, ma ora basta, mancano solo nove capitoli alla fine. Andiamo!»

«Andiamo!»

«Andiamo!»