Sotto Le Righe

IL LIBRO

Capitolo XVII

Capitolo XVII


In una frazione di secondo i quattro furono trasportati senza problemi in altrettante cabine modello Teleport Extra Lusso.

«Wow!» disse Nick «che sfarzo!»

«Secondo me JN11 ha scazzato di nuovo e ci ha teletrasportati su un qualche pianeta vicino.» urlò Yena.

Poi Nick si accorse di una targhetta appesa a lato e esclamò

«No! Non si è sbagliato, ci ha inviati nella città chiamata Dallomus, proprio nel bel mezzo dell'Aldivalus.»

I quattro rimasero stupiti dall'enormità delle costruzioni e dall'estensione, apparentemente infinita del centro abitato.

Mark chiese «Ma com'è possibile, sembra un paesaggio terrestre, con tanto di alberi, prati, cielo azzurro e nuvole...»

Nick chiarì la situazione e disse

«Beh, non è proprio così: gli alberi sono sintetici, sono fatti di plastilegno, una materia plastica con caratteristiche molto simili al legno naturale. Per quanto riguarda il cielo azzurro, quello che vedi è un riflesso interno della luce azzurra proiettata da lampade megalogene da qualche esagerawatt e le nuvole sono ologrammi tridimensionali animati.»

Mark rimase a bocca aperta... nessuno gli aveva mai distrutto così tanti miti in così pochi secondi!

Jake, ripreso il controllo della situazione, lanciò un' idea.

«Siccome siamo ricercati su tutta l'Aldivalus, tanto vale che ci stabiliamo per alcuni giorni qui a Dallomus, ci vestiamo come si deve, andiamo a mangiare e poi studiamo un piano di attacco.»

«Ok!» disse Yena «Ma prima passiamo in quel negozio di dischi, sennò non mi infoio.»

I quattro, maleodoranti, coi vestiti laceri e ancora intrisi di vomito, si misero in cammino e passarono davanti a un negozio specializzato di musica, chiamato Nannuccius e Yena scalpitò di gioia e ci volò dentro. Yena si diresse al banco e stava per chiedere l'ultimo LP degli Slayer, ma il commesso si spaventò...

«Oddio, una rapina! No,non sparate...»

«Ma veramente...» disse Yena sconcertato.

«Me lo diceva la mamma che dovevo pilotare i caccia, altro che fare il venditore, è molto meno pericoloso. D'accordo ecco i soldi... »

Il commesso diede a Yena un paio di migliaia di crediti e alzò le mani.

«Anche l'ultimo LP degli Slayer per favore!» disse Yena.

Fatto questo, i quattro uscirono e si divisero equamente i crediti, poi si diressero verso un negozio di vestiti. Inutile dire che il commesso svenne alla sola vista del gruppo. Dopo essersi vestiti decentemente ed essersi profumati, il gruppo decise di pranzare in un locale chic.

Chiamarono un aerotaxi...

«FFFFFFFFFFFFIIIIIIIIUUUUUUUUUTTTTTTTTTTTTTT!!! (fischio)»

GGGGNNNNNNNEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEKKKKKKK!!! (aeroinchiodata)»

«Taxista, qual è il miglior ristorante di Dallomus?»

«Chez Maximus, naturalmente!»

«Ci porti là, allora.» disse Jake.

Dopo qualche minuto di volo, i quattro arrivarono a destinazione. Pagato il taxi, scesero e si stupirono dello sfarzo: tappeto rosso, cortine di raso, tavoli in avorio lavorato, lampadari d'oro zecchino 24 carati. I quattro entrarono e si sedettero in un tavolo.

«Da come vestono quelli che vengono qui, mi sa che il più povero è uno che possiede mezza Aldivalus.» disse Nick.

Jake placcò al volo un cameriere e lo costrinse a prendere le loro ordinazioni.

«Voglio tutto quello che c'è sul menu, tranne le banane!»

Dopo qualche minuto, il cameriere arrivò con un carrello di dodici metri pieno di piatti. Jake stava già sbavando come un semo, ma si accorse di un particolare inquietante...

«Cameriere, ma questa fiorentina peserà venti grammi a dir molto!»

«Certo» rispose il cameriere «questo è un posto di lusso, mica un taverna da quattro soldi! Qui non si mangia, si gusta!»

Ai quattro cominciarono a girare violentemente, ma sopportarono. Poco dopo, il cameriere arrivò col secondo carrello di dodici metri e cominciò a servire, ma commise un grave errore: non si accorse che il cuoco aveva mescolato alle pietanze una banana a scopo decorativo. Jake sbalzò indietro, estrasse il fucile laser e scaricò sul carrello qualche scarica ravvicinata. Il panico dilagò nella stanza e i quattro, prendendo il controllo della situazione, estrassero le armi.

«Chi si muove è morto!» disse Nick, giusto per sdrammatizzare.

Mark continuò:

«Ok, ragazzi sono nelle nostre mani... Fugaaaaaaaaaaaaa!!!!»

I quattro schizzarono a velocità luce fuori dallo sfarzoso portone e continuarono a sfrecciare per qualche chilometro, poi si fermarono e ripresero fiato...

«Anf,anf Ma bene... anf,anf,anf... così ci cercherà... anf, anf,anf... la polizia di tutta la nave... anf,anf,anf...»

«Beh, anf,anf è così grave? pant pant, puff»

Appena ripreso fiato a sufficienza, camminarono sconsolati verso la periferia della città. Poi Mark vide un' insegna che indicava “Taverna da Quattro Soldi”.

Tutti dentro! BBBRRRRRRROOOOOOOOMMMMMMM!

Jake vuotò la dispensa della taverna, poi, non totalmente soddisfatto e sfamato, chiese il conto.

L'oste gli portò un papiro lungo sei metri e Nick lesse il conto: Centomilaseicentoventisei crediti punto cinque!

BADABEM!

Jake si incazzò «Ma come, per quel po' che ho mangiato?»

A quel punto, la fame rimasta e l'incazzatura diedero l'inizio alla reazione a catena che lo portava a diventare MAGURO! Alla vista della trasformazione, la gente cominciò a correre fuori, e i quattro, con 'Guro in testa, passarono attraverso i muri della taverna e corsero fuori dalla città, rifugiandosi in una grotta dove passare la notte (artificiale, naturalmente).

Non appena 'Guro tornò ad essere Jake, chiese:

«Chi ha pagato? Che si fa, si divide?»

Ci fu un coro generale degli altri tre «Ma vaffanculo!!!»


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