Capitolo XV


DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!

DOOONNNG!


Per un interminabile minuto, un suono di campane riecheggiò per tutta l'Aldivalus... Nick era piuttosto preoccupato, non aveva mai sentito niente di simile, ma Jake, che era avvezzo a simili stranezze, lo calmò.

«Non preoccuparti Nick, è giunta l'ora della nostra vendetta.... l'ora di pranzo!»

Detto questo, il suo volto assunse un ghigno beffardo, spuntarono dalla sua bocca due enormi canini d'acciaio, le sue dita presero la forma di lunghi e affilati coltelli e forchette, la sua schiena si incurvò e, mentre sprigionava un felice lamento, iniziò a sbuffare come una vaporiera. Yena, che ormai ci aveva fatto l'abitudine, tranquillizzò i compagni

«Ecco... lo sapevo... quando sente dodici rintocchi la fame lo assale e non riesce più a controllarsi.»

Mark era terrorizzato «Ma cosa cazzo è diventato!?!?»

«Non preoccuparti, è buono con gli amici... ma ora non è più Jake... ora è MAGURO. Ci sarà molto più utile così.

«Forza 'GURO... fai strada.»

La fame e la voracità di quell'essere mostruoso, sembrava non conoscere limiti. La velocità con cui 'GURO divorava pareti d'acciaio spesse fino aventi centimetri aveva del miracoloso. I quattro procedevano infatti ad una velocità esagerata, non curandosi minimamente di quello che potevano trovarsi davanti,quando, finalmente arrivarono nell'ufficio di Sediuls.

Egli stava seduto comodamente nella sua poltrona di pelle di primino, affiancato da due mostri immobili che fungevano da segretarie tuttofare.

«Calmatevi ragazzi. È venuto il momento di discutere... Sedetevi, per favore.»

I quattro si sedettero su altrettante poltrone.

«So che siete venuti per quello che è successo al settore Delta e suppongo che vogliate una spiegazione. Sappiate che in realtà non è stato distrutto niente. Tutta la materia che era nel settore Delta è stata usata per costruire questa nave, l'Aldivalus. Opus XII, il computer che controllava il traffico in quel settore,dal momento che non serviva più, è stato riprogrammato per controllare completamente questa nave. Ma suppongo che voi siate parecchio affamati...»

Un pulsante sopra la sua scrivania fece scendere dall'alto una tavola completamente imbandita. Maguro, in men che non si dica, vi si avventò sopra e iniziò ad abbuffarsi, riprendendo a poco a poco le sembianze di Jake.

Mangiò nell'ordine:

4 teglie di lasagne

due paioli di tortellini al pasticcio

un paiolo di tortellini in brodo

5 piatti di tagliatelle arrostite

12 polli allo spiedo

un maiale

una vacca

un agnello

4 fagiani

117 passerotti in umido

un paiolo di polenta condita con salsiccia

60 casse di pomodori

due bins di patate fritte

47 terrine di crema

Jake aveva ormai riacquistato il suo aspetto e si stava accaparrando anche il gelato. Nick e Yena tentarono disperatamente di fermarlo, ma ormai era troppo tardi...

Appena avvicinato il cucchiaino alla bocca, un boato partì dallo stomaco di Jake/Maguro, risalì le pareti dell'esofago, si fece forza tra i denti e le possenti mascelle e uscì all'aperto, facendo tremare tutta l'Aldivalus.

E mentre Sediuls faceva appena in tempo a sollevare una spessa parete divisoria d'acciaio tra lui e il gruppo, un'ondata di vomito caldo, colorato e fragrante, usciva ad una tremenda pressione dalla bocca di Jake, allagando in pochi secondi tutta la stanza. Fortunatamente Mark, cadendo, azionò il comando di apertura della porta e l'ondata calda e maleodorante uscì nel corridoio, facendo scattare l'allarme antincendio.

Gli spruzzi di schiuma degli estintori, levarono ben poco di dosso dai quattro, mentre si allontanavano dall'ufficio di Sediuls,immersi fino al ginocchio nella fatale mistura. Raggiunti gli spogliatoi del personale addetto alla manutenzione, approfittarono per farsi una doccia e cambiarsi gli abiti, con quattro tute rubate in altrettanti armadietti. Mark era ancora turbato dall'accaduto e Jake non ricordava altro che i dodici rintocchi. Nick allora gli spiegò in poche parole gli avvenimenti dell'ultima ora, ma Jake non era soddisfatto: non riusciva a capire perché aveva vomitato.

Sapeva da tempo della sua seconda personalità, e proprio per questo non riusciva a capacitarsi di come avesse potuto stare male. Maguro, poteva mangiare di tutto e in qualsiasi quantità e non sarebbe successo niente. Yena intervenne:

«Non è vero che Maguro può mangiare di tutto! C'è una sola cosa che non può nemmeno avvicinare.»

Jake si rese conto tutto d'un tratto di cosa fosse.

«La banana! Ma certo! Quel gelato era un “Banana Split”! Ora capisco.... Sediuls lo sapeva, per questo mi/gli ha fatto mangiare prima tutta quella roba!»

«Maledetto Sediuls! Questa volta me la pagherai cara!»

Detto questo, si aprì una botola sotto i loro piedi, e furono catapultati in una enorme stanza piena di gente.

Era una cosa incredibile. Su di una enorme scalinata, in mezzo ad un frastuono esagerato, centinaia di migliaia di persone facevano a botte per sedersi e apparentemente nessuno ci riusciva.

C'era un caldo indescrivibile e sulle scalinate scorrevano rivoli di sudore misto a sangue.

Nick fece il quadro della situazione:

«Siamo nell'Inferno degli Incivili (Aula 6.2 come ricordava una scritta sul muro), qui sono raccolti tutti coloro che hanno sfidato Sediuls. Entro due ore saremo controllati mentalmente e ci comporteremo come gli altri: cercheremo inutilmente di metterci a sedere. Dobbiamo assolutamente cercare di uscire di qui al più presto!»

Yena si mise le cuffie ancora sporche di vomito e mise in moto il walkman «Tenetevi stretti a me!»

Nick, Mark e Jake si attaccarono come poterono a Yena, che prese a salire l'infinita scalinata, calpestando e distruggendo tutto quello che si trovava davanti e riuscendo finalmente ad arrivare ad una porta sulla sommità.

Era chiusa.

Si decise per sfondarla tutti insieme.

La forza delle quattro spalle sbattute con violenza contro la porta la fece scardinare.... e fece cadere i quattro nel tunnel verticale che stava dall'altra parte.

Quando si svegliarono erano nella solita cella buia e fetida, con l'unica differenza che non erano su Verde ma sulla Aldivalus.

«Eh no poi! Adesso basta! Ci siamo già rotti i coglioni di finire nelle celle buie e fetide!» Urlò al risveglio Yena.

«Hai ragione, ma intanto siamo di nuovo qui, e dobbiamo trovare il modo di evadere.»

Con questa frase di Nick i quattro restarono a lungo tempo in silenzio a rimuginare sulla loro improbabile evasione, mentre la cella diventava sempre più buia e sempre più fetida.