Capitolo VIII


Dopo aver abbondantemente insultato il sovrano Sediuls I, i due decisero di proseguire la missione.

«Adesso, cosa facciamo, Yena?»

«Le possibilità sono poche: o torniamo con gli altri, ma non sappiamo bene dove siano, oppure ci dirigiamo verso il nucleo della base e piazziamo una carica.»

Adottarono la seconda soluzione. Uscirono di soppiatto dalla stanza in cui si trovavano e corsero verso la fine del corridoio, quando Capitan Tommy fermò Yena e disse:

«Aspetta, guarda: un condotto di scarico dei rifiuti!»

«Qui c'è una targhetta “Inceneritore Nucleare: usare con prudenza”»

«Probabilmente sfrutta il nucleo atomico della base.»

«C'è solo un modo per verificare: infilarci e avvicinarsi più possibile al nocciolo nucleare.» disse Yena, infilandosi nella stretta tubazione. I due seguirono il tubo finché la temperatura si fece troppo alta per proseguire.

«Non si può continuare, fa troppo caldo» disse Yena.

Capitan Tommy trovò uno sportello per la manutenzione e si buttò fuori, trascinandosi dietro anche suo fratello.

«Guarda, un indicazione per il nucleo: di qua!»

Poco dopo arrivarono davanti ad una porta, con il simbolo di materiali radioattivi e una guardia li fermò e chiese i pass.

«Sui pass non c'è l'autorizzazione per l'ingresso in questa sezione» disse la guardia dopo averli esaminati.

«Ehi!» continuò «ma tu sei il terrestre che si è infiltrato nella base!»

Fece appena in tempo a premere il pulsante dell'allarme, poi fu barbaramente assassinato con un coltello laser nella schiena. Le sirene rosse di tutta la base cominciarono a suonare e gruppi di guardie si diressero verso il nucleo centrale.

«Presto, Yena!!!» urlò Capitan Tommy mentre entrava nella sala del nucleo. L'ambiente interno era caratterizzato da una campana di materiale apparentemente plastico, che però riusciva a sopportare le temperature del nucleo atomico e il peso dell'acqua pesante di raffreddamento. Yena tirò fuori una carica a tempo e la piazzò proprio sotto la campana.

«Se non salta con questa, mi faccio prete!» disse, a lavoro ultimato.

Il timer venne settato a 10 minuti, poi i due fuggirono a gambe levate. Riuscirono ad arrivare senza grossi problemi all'inizio del condotto di scarico, poi una squadra di soldati li fermò a colpi di laser.

«Giù!» urlò Capitan Tommy.

I due fratelli estrassero i fucili laser dalla custodia, Yena premette PLAY e cominciò una furiosissima battaglia. Con le prime raffiche fecero decine di morti, e miglioravano col passare del tempo, ma i soldati erano talmente tanti che anche a due boia come loro ci sarebbe voluta qualche ora a fare abbandonare a tutti questa valle di lacrime. Poi, all'improvviso, una voce tuonò dall'interfono:

«TOC! TOC! TOC! Attenzione! C'è una carica a tempo nel reattore della base, che non è possibile disinnescare. Comunque rimanete tutti ai posti di combattimento.»

I soldati, obbedienti all'ordine, fecero una veloce retromarcia e si ritirarono.

«Yena, quanto manca?»

«Quattro minuti e venti secondi.»

Detto questo, i due corsero come dei pazzi verso l'uscita.

«Dove dici che possono essere gli altri?» disse Capitan Tommy.

«Spero che siano nella piazzola di manutenzione. Se a Jake è rimasto un po' di cervello, sarà tornato là!»

Dopo un paio di minuti di corsa affannosa, arrivarono nella piazzola.

«Eccoli!» urlò Yena.

I due entrarono nel mezzo multiazione.

«Che cazzo hai fatto, Jake?» dissero in coro i due fratelli.

«Scusate» disse Jake «ho sbagliato a leggere la cartina.»

Mark intervenne dicendo «Il radar di bordo non segnala nessuna forma di vita a bordo di VERDE, tranne noi, è ovvio.»

Nick commentò «Certo che è un vero peccato distruggere una così bella base...»

«Yena, quanto manca al BOOM?»

«Due minuti.»

«Ce la possiamo fare!»

Capitan Tommy si mise ai comandi del mezzo e lo diresse verso il nucleo. I secondi scorrevano interminabili, mentre il mezzo sfondava parete dopo parete, finché arrivarono davanti alla sala nucleo.

«Mancano solo dieci secondi!!!»

Capitan Tommy sfondò l'ultima parete, si scagliò fuori verso la carica, per disinnescarla.

«Cinque, quattro, tre...»

Capitan Tommy era a pochi metri dalla carica, ma inciampò!

«NOOO!!!» urlarono gli altri.

«...Due, uno... ADDIO MONDO CRUDELE!!!»

E invece...

«Ma non è scoppiata!» disse Nick.

«Per forza, Yena ha dimenticato di collegare il cavo di esplosione alla carica!» disse Capitan Tommy

«Che sbadato! Mi sono scordato! È perché sto troppo tempo con Jake!»

Tutti risero di gusto.

Capitan Tommy, prese la bomba, la infilò in un condotto di espulsione e la sparò fuori dalla base.

Tutti continuavano a ridere di gusto.

La bomba percorse un centinaio di miglia, poi andò a urtare contro un asteroide ed esplose in un boato fragoroso.

KAAABOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMMMMMMMM!!!

Nessuno ebbe più la forza di ridere.

Yena cercò di sdrammatizzare

«Beh, comunque abbiamo la base, no?»

«Sì, ma chi la guiderà?» chiese Mark.

«IO!» disse Capitan Tommy «In realtà ho rischiato la vita per salvarla, perché fin da piccolo avrei voluto avere una base spaziale tutta mia.»

«Allora ci dobbiamo salutare.» disse Nick.

Dopo un rapido saluto con tutti, Capitan Tommy porse un medaglione a Yena.

«Questo tienilo in mio ricordo, e quando avrai bisogno di me, pestalo!»

I due gemelli si dissero addio a morsi in faccia.

Mark, dal mezzo multiazione, chiamò JN11 e il gruppo lasciò la base, per rientrare nella CrossRay.

«Oh, cercate di disfare meno muri possibile» disse Capitan Tommy «che adesso la base è mia!»