Capitolo VII


«Siamo salvi» disse Jake.

«No, sono salvi loro» aggiunse Yena.

«Io non sarei così ottimista» aggiunse Nick «ho dato una occhiata agli impianti della nave e c'è da stare tutt'altro che allegri.»

«Cosa c'è che non va?» chiese Jake.

«Oh, quasi niente... Iperguida praticamente a pezzi, scudi e deflettori ridotti al 5 per cento, armamento di bordo inesistente, radar malfunzionante, supporti vitali precari, ma quel che è peggio...»

L'equipaggio restò col fiato sospeso...

«Dai, continua» dissero in coro.

«Quel che è peggio è che il colore degli interni fa un pessimo abbinamento con quello della carrozzeria!!!»

«Allora non c'è proprio speranza...» disse Mark.

In quel momento le batterie della nave si esaurirono e tutto si fermò.

«È la fine... abbiamo solo pochi minuti di ossigeno e saremo destinati a vagare per la galassia duri come dei baccalà!»

Il morale della truppa cadde sotto le suole delle scarpe.

«Certo che i pranzi su VERDE non erano poi così male» disse Capitan Tommy «topi decomposti, carne putrida con verdurine marce...»

Tutt'ad un tratto, un punto si stagliò nitido di fronte alla navicella e si avvicinò, poi lanciò un raggio trattore e si affiancò, mentre già i nostri eroi boccheggiavano. Non appena il portello di comunicazione si aprì, i cinque si riversarono nella nave a fianco e con grande sorpresa...

«Ma siamo sulla CrossRay» urlò Yena.

JN11 prese la parola e disse «Fono felice che vi fiate falvati»

«Ma allora non ti avevo distrutto!» disse Yena.

«No anzi, mi ha fatto bene, quella laferata sulla confole, mi fento molto più meglio affai... a parte il mio generatore fintattico...»

«Adesso dobbiamo pensare al contrattacco, gliela faranno vedere i due gemelli chi è l'equipaggio della CrossRay!» disse arditamente Mark, scoprendo un velato senso di vigliaccheria.

Nick entrò in armeria e fece un inventario.

«Dunque, vediamo... abbiamo cinque fucili laser, qualche bomba al palladio, alcune cariche di potenza per basi spaziali, un coltello laser, un walkman di scorta con pile laser incluse e un mezzo da sbarco semovente armato di phaser e cannoni da 130.»

«Penso che bastino, le armi che abbiamo.» disse Yena

«Appena sufficienti...» aggiunse Capitan Tommy.

«Ho un piano» disse Jake «Io, Mark e Nick, stando sul mezzo corazzato, sfondiamo le difese fino al nucleo atomico della base, mentre Yena e Capitan Tommy eseguono un'azione diversiva, scarnificando le guardie del settore ovest.»

Pochi minuti dopo il veicolo multiazione si staccò dal corpo base della CrossRay, che rimase invisibile per supportare eventuali azioni di salvataggio a favore della squadra.

«Entreremo dal condotto di scarico dei rifiuti» disse Mark «è l'unico abbastanza grande per passare senza farci scoprire.»

Il condotto di scarico era una tubazione che partendo dal centro della base, raccoglieva tutti i rifiuti del settore e li incanalava verso l'esterno.

«Il radar segnala una massa amorfa dritto a ore dodici!» urlò Jake.

Yena si mise al cannone frontale, sperando di fare dei morti.

«Cinquanta metri, quaranta, trenta, venti, dieci... Ehi, ma quella... SPLAT!!!... è merda allo stato puro...»

«Meglio, così non ci riconosceranno nemmeno dal radar interno.»

Nel frattempo, all'interno della sala di controllo...

«Capitano, una massa di escrementi sta risalendo le tubature verso il nucleo centrale.»

«Fammi vedere... ma quella non è una massa di escrementi, sono quei cinque testa di cazzo che cercano di fotterci!»

In un lampo spuntarono dalle pareti dei phaser a corto raggio che presero di mira la massa di merd... ehm... il veicolo multiazione da mutilazione.

La prima scarica colpì lo scudo frontale destro.

La seconda scarica colpì lo scudo anteriore sinistro,

Alla terza scarica, Yena si incazzò.

Frattanto, Nick, che si stava smanettando alla tastiera del computer di bordo, gridò «EUREKA! (cioè: ho trovato)»

«Sono riuscito a infiltrarmi nel sistema di computer della base, adesso la smetteranno di spararci addosso!»

Tutt'a un tratto le scariche cessarono. Il veicolo atterrò in una piazzola di manutenzione del condotto, per far scendere Yena e Capitan Tommy. I due si infilarono in uno stretto cunicolo per iniziare la loro azione diversiva.

Nel mentre, il multiazione sfondò una parete del condotto e si diresse verso la centrale operativa. È impressionante il numero di morti che si riuscivano a fare con quel mezzo. Jake disse

«Peccato che Yena non sia qui, si divertirebbe un mondo.»

Dopo un po' di macello, Mark disse

«Secondo la cartina di Jake, oltre questa parete dovrebbe esserci la centrale operativa.»

«Vediamo subito» disse Nick e sparò un colpo col cannone da 130.

C'era solo un piccolo problema: davanti a loro c'era il vuoto siderale... Nulla... cioè un cazzo.

«Ma come è possibile?!?» urlò Mark strappando la cartina dalle mani di Jake.

«Ecco, lo sapevo, hai letto la cartina al contrario... casinista come al solito!»

«Ma allora» disse Nick «Capitan Tommy e Yena stanno andando da soli verso il cuore della base...»

Frattanto, nel già citato buio cunicolo...

«Yena...»

«Oh...»

«Ma questo cunicolo, secondo la mappa di Jake, doveva essere finito già da un pezzo...»

«Lo so, ma già che siamo, proviamo ad arrivare in fondo... ecco un' uscita.»

Capitan Tommy sollevò cautamente la grata che li separava dalla stanza di sotto e...

«Ma questo non è il settore Ovest!»

«Come sarebbe a dire?» chiese Yena «Quello sporco maiale di Jake ha scazzato di nuovo!»

«Secondo me» aggiunse Capitan Tommy «siamo in un corridoio della sezione centrale della base.»

I due scivolarono lungo una tubatura e raggiunsero il corridoio sottostante.

«Attento, delle guardie...» disse Yena.

Capitan Tommy si stava già affilando i denti, ma Yena lo fermò dicendo «Aspetta, ci servono le loro uniformi!»

Così Capitan Tommy si limitò a sferrare un tremendo pugno sul collo dei due malcapitati alieni, poi i due li svestirono e indossarono le loro uniformi, che fortunatamente, erano fatte di un materiale elastico, e si diressero verso la sezione di controllo.

Alcune miglia più in là, i tre avventurieri rimasti pensavano sul da farsi.

«Dobbiamo sbrigarci, se vogliamo dare una mano a Yena e a Capitan Tommy.» disse Nick.

«Ma» interruppe Mark «non sappiamo dove siano, adesso, li hai mandati in un cunicolo che si divide in vari tronconi attraverso tutta la base. Potenzialmente potrebbero essere dovunque.»

Nick aggiunse «Non proprio. Secondo un calcolo statistico delle probabilità congiunte e isolate, c'è una remota possibilità che i due dispersi abbiano lasciato il condotto.»

«L'unica cosa ragionevole da fare è aspettarli nel punto di partenza, visto che ormai non possiamo più fare niente per loro.» disse Jake, quindi tornarono nella piazzola di manutenzione da dove si erano divisi. Frattanto, Yena e Capitan Tommy erano riusciti a arrivare al limite della zona centrale di comando. La guardia li fermò e chiese i pass. Yena tirò fuori il suo, ma evidentemente la fotografia olografica non era molto somigliante, così fu costretto a ficcargli il suo coltello laser nel cuore.

«Entriamo, dai!» disse Capitan Tommy.

La zona di comando era divisa in due tronconi principali, accessibili da due corridoi diversi: una era la zona alloggi ufficiali e l'altra la zona di comando vera e propria.

«Di qua» disse Yena correndo nel corridoio di destra.

Dopo poche decine di metri, si trovarono di fronte ad una porta con su scritto: “Generale Supremo Delle Truppe Di VERDE”.

Senza aggiungere altro Yena sfondò la porta con una craniata o due e così poterono entrare.

«Forse qui troveremo qualcosa di utile.»

Capitan Tommy mise a soqquadro la stanza, finché si fermò dicendo «Vieni a vedere, è interessante!»

Yena guardò il foglio che aveva trovato il suo gemello e esclamò

«Gran figlio di puttana di periferia!»

«Ecco perché Sediuls sta ripulendo il settore Delta: vuole costruirci un MegaIperSupermercato Galattico!»

«Ad appena venti anni luce da casa tua. Trasporto gratuito, asteroidi compresi!»