Capitolo VI


Le operazioni di teletrasporto durarono pochi secondi e ci ritrovammo, armati e incazzati, in un corridoio poco illuminato di VERDE.

«Siamo sicuri di essere nel posto giusto?» chiese Jake.

«Certo» disse Mark «i conti non li hai mica fatti tu!»

Un silenzio assassino calò sul gruppo.

«Di qua...»

Come commandos nella nebbia, i quattro eroi scivolarono lungo i muri silenziosamente... ma ditemi una cosa, i commandos nella nebbia inciampano?!? Comunque, come commandos nella nebbia, si persero di vista dopo appena trecento metri di scivolamento silenzioso... Mark guidava il gruppo, sul suo cingolato, che non essendo stato riparato da almeno due anni, faceva un casino da bestia!

Infatti, poco dopo, fu intercettato da una squadra di sorveglianza, che era incazzatissima, dato che era stata svegliata dal rumore assordante.

«Beccatevi queste scariche destabilizzanti» disse Mark

Click.... Cilecc!!!

Le armi del cingolato fallirono puntualmente di sparare e Mark, dopo aver coraggiosamente alzato le mani, si arrese.

Nel frattempo, Jake stava percorrendo una sala totalmente buia, quando all'improvviso...

«SORPRESA! BUON COMPLEANNO!!!» urlarono trecento invitati.

«Ma questo non è Simon!» azzardò uno del gruppo.

Jake preparò le sue bioarmi al fuoco, ma non fu abbastanza pronto.

Uno degli invitati gli aprì una bottiglia di champagne addosso e sofisticatissimi circuiti fecero TILT, bloccandolo all'interno dell'armatura.

Gli altri due membri dell'equipaggio, però, erano riusciti a scivolare silenziosamente senza perdersi (miracolo): ebbene sì, loro, i due arditi e coraggiosi eroi, Yena e Nick.

Già, Yena e Nick si trovavano in un condotto di aerazione, che litigavano come due scemi!

«Dai» disse Nick «fammi sentire un po' di Slayer anche a me!»

«NO, che mi finiscono le pile laser!!!»

«Allora, vediamo di ritrovare gli altri due.»

Arrivarono all'estremità del condotto, scesero silenziosamente e si ritrovarono nella sala comando principale, dove trenta soldati li aspettavano a destabilizzatori spianati.

Nick fu il primo a scendere, seguito da Yena.

Alla vista dei soldati, Yena si scatenò e ficcò il pugnale laser nella pancia del più vicino, strappò i bulbi oculari ad un altro e menomò gravemente un terzo... insomma, si stava divertendo come un matto, quando all'improvviso si bloccò con un' espressione da ebete.

Allora i soldati rimasti, lo presero, lo disarmarono, gli cacciarono un fracco di botte e lo condussero insieme a Nick nella cella più fetida di VERDE.

Mentre li portavano via, Nick chiese «Ma perché ti sei fermato, andavi benissimo!»

«Lo so» rispose Yena «ma mi sono finite le pile laser...»

Con un calcio finirono nella cella.

C'era una gran puzza...

«Ma allora non la mettono solo in superficie, la merda!» disse Nick.

Due figure spuntarono dall'ombra...

«Nick, sono Jake e Mark!» disse Yena

Dopo essersi scambiati alcuni insulti, si fermarono e la loro attenzione fu attirata da un'altra ombra che avanzava dal fondo della cella.

Appena entrò nel raggio luminoso proveniente dall'unica fessura della cella, Yena urlò «Capitan Tommy!!!» e si salutarono a morsi in faccia.

Poi, Yena disse «Vi presento Capitan Tommy, mio unico fratello gemello.»

In effetti, erano due gocce d'acqua, tranne per il fatto che Capitan Tommy aveva una benda su un occhio e una cicatrice sulla guancia sinistra.

Non fece in tempo ad aggiungere altro che due guardie arrivarono e dissero «Uno di voi deve partecipare ai Giochi Mortali di VERDE!»

Non appena sentirono la parola “Mortali”, Yena e Tommy si gettarono verso la porta urlando «IO,IO!»

Le guardie li portarono via, verso un salone di forma esagonale.

Qui videro i loro nemici: due Artusiani alti tre metri e quaranta, armati di tridente laser.

Anche ai due gemelli ne furono dati due uguali.

Non appena Yena vide l'arma, cercò lo sportellino delle pile laser, le tolse, prese anche quelle di suo fratello e le infilò nel suo walkman, diede una cuffia anche a Capitan Tommy e schiacciò PLAY.

Appena cominciò la prima canzone, i due si infoiarono tanto che i due Artusiani indietreggiarono.

Poi uno dei due giandoni si avventò sugli umani, permettendo a Yena di stabilire un nuovo primato: quattro quintali di carne spolpati fino all'osso in meno di venticinque secondi!

L'alieno sopravvissuto guardò le ossa del suo compagno e tirò un infarto, con grande sdegno di Capitan Tommy.

«Che peccato» disse «ero sicuro di poter battere il tuo record!»

Si aprì una finestrella sull'arena e un ometto disse

«Venite su, l'imperatore vi aspetta.»

I due salirono due rampe di scale (che non erano neanche mobili) e arrivarono nella sala del trono.

«Ho visto le vostre gesta» esclamò l'imperatore, un umanoide alto poco più di un metro e venti e con una orribile capigliatura con barba rossa.

«Io, Sediuls I, vi propongo di entrare a far parte della mia guardia del corpo speciale.»

Capitan Tommy si fece avanti e disse sdegnosamente

«Col cazzo!»

Allora l'imperatore li fece sbattere di nuovo nella cella più fetida di VERDE, senza neanche dare a Yena un Diger Seltz.

CHE VIGLIACCATA!

Non appena il gruppo fu rimasto solo, Mark disse

«Dobbiamo trovare un modo di uscire da qui, senza farci scoprire, poi riprendiamo la CrossRay e bombardiamo VERDE con le armi di bordo.»

Jake si oppose «Ma no, è meglio se buttiamo una bomba ionica nel cuore della base e ci godiamo i fuochi artificiali...»

«Ma no» disse Nick «è meglio penetrare nella rete di computer e neutralizzare le difese nemiche.»

«Ma che cazzo state dicendo?» saltò su Yena «Non è meglio se sfondiamo la porta a testate e poi spacchiamo il culo a tutti i soldati?»

Ma non ce ne fu bisogno. I soldati aprirono la porta della cella per riprendere Tommy e Yena, ma si ritrovarono all'improvviso il collo staccato a morsi dalle spalle.

«Bravo Capitan Tommy» urlò Yena «...ma potevi lasciarne uno anche a me...»

Mentre i corpi iniziavano la loro lenta decomposizione, i cinque si avviarono verso la zona di lancio.

«Attenti, una squadra di soldati!» sussurrò Mark.

Non appena fu possibile, i cinque si diressero verso una navicella da ricognizione.

La guardia fu facilmente ridotta a tacere, poi i motori furono avviati, mentre dalla sala di controllo voli cominciò a richiedere l'identificativo del volo.

«Adesso sono cazzi!!!» disse Nick.

Infatti, lo erano! Mentre la navicella si apprestava ad entrare nel corridoio di lancio, le porte esterne cominciarono a chiudersi. Mark, che era ai comandi, fu sbattuto via con violenza da Capitan Tommy, che prese il comando. Virò stretto sulla sinistra, inclinò la nave a 90 gradi verso destra e tirò la cloche in una violenta ascesa laterale. La nave passò fra le due paratie in chiusura, un attimo prima che si chiudessero completamente.