Capitolo V


Dopo l'avventura con la Lions, a bordo si sentì il bisogno di chiarire la situazione.

«Perché ci hanno mandato nel settore Delta?» esclamò Nick.

«Vedete anche voi che il radar lo segna totalmente buio!»

«Ma non è possibile! Le navi della classe Lions non hanno in dotazione il convertitore materia/energia, come noi. Noi possiamo affrontare un viaggio estremamente lungo senza rifornirci, ma le Lions no!»

«JN11» esclamò Yena «qual è il raggio di azione di una Lions, compreso il ritorno?»

«3.4 Anni Luce, forfe meno che più.»

«Come sarebbe a dire “Forfe”?»

«Farebbe a dire che più o meno, infomma!!!»

«Ciò significa che nel raggio di 2 anni luce al massimo ci deve essere una base di rifornimento.»

Il silenzio scese sull'equipaggio, poi, dopo un paio di minuti, Mark si alzò e si diresse alla console di comando.

Sempre più smaronato fissò lo schermo del radar per alcuni secondi, dopodiché cadde a sedere e urlò «Ma il settore Delta non è vuoto!!!»

Sul radar si delineò ora un' ombra grande appena come un asteroide di classe K3 e l'equipaggio si ammassò senza criterio sulla console di radar.

Yena aveva ficcato un gomito nella pancia di Mark, che si trovava, per di più, un ginocchio proprio sui coglioni...

Non appena trovò la forza di urlare, disse con una vocina flebile: «Portatemi un impacco gelato!!!»

Il radar segna una zona di riflessione molecolare a meno di 2 anni luce.

Jake, allora, tracciò la rotta a video e sbagliò i conti.

«3 Fecondi al falto»

«2 Fecondi al falto»

«1 Fecondo al falto»

«Faaaaaaaaaaaalto!!!»

La CrossRay entrò in un turbine luminoso, fu scossa da una tremenda pacca laterale e cominciò a roteare su se stessa.

«Jake, che cazzo di rotta hai messo??? Siamo finiti nello stesso stormo di meteoriti che ha distrutto la Lions!!!»

«Scusate» esclamò Jake, «ho sbagliato i conti... vediamo cosa cazzo succede a spingere questo bottone viola, che sopra c'è scritto UNDO...»

Click.

In pochi decimi di minuto, la CrossRay si ritrovò nello stesso punto da dove era partita.

«Ecco, lo fapevo che te fbagliavi i conti. Afpetta mò che adeffo li faccio io, a vedere cofa falta fuori.»

Il computer di bordo eseguì perfettamente i calcoli per il salto iperspaziale, e in pochi decimi di millesimi di centimilionesimi di secondo, la CrossRay si trovò in orbita attorno ad un qualcosa di tondo, che aveva vagamente del pianeta, ma era tutto verde e luccicava, come se l'avessero lustrato con il polish.

«È verde...»

«È tondo...»

«Vola...»

«Che bello...»

«È Fuperman!»

MAKEPACCKKK!!!

«No... molto di più... è la terribile VERDE!»

«Ma verde che cosa?»

«Non verde, VERDE, VERDE e basta!!! Se no sembrava Guerre Stellari!»

Nick cominciò con una delle sue spiegazioni.

«La VERDE, non è verde perché ci crescono gli alberi e ci sono tanti prati dove i bambini possono giocare, e non è nemmeno verde perché era di rame che ha fatto la ruggine, ma è verde perché gli hanno dato di verde con la vernice verde. Naturalmente era una vernice speciale, che permetteva la schermatura dalle microonde dei radar, in quanto era in grado di assorbirle. Quello che non capisco è perché noi riusciamo ad individuarli anche se hanno questo scudo.»

JN11, intervenne «Quefto lo fo io. Dovete fapere che Verde, ormai non è folo verde, ma anche maròn... Dove la mettevano fennò la merda dei foldati fe non fulla fuperficie? In quefto modo, la merda dei foldati riflette le microonde del radar, ma non avendo ancora ricoperto la fuperficie, noi vediamo folo una immagine ffuocata di VERDE.»

«Oh, ho capito» esclamò Jake (che poi ero io) «è quasi un pianeta di merda.»

«Ma da che parte stanno?»

«Fono nemici, naturalmente!»

«Bene!» efclamò... ehm.. scusate... esclamò Yena in preda ad una foja omicida e sanguinaria che lo faceva saltellare come un picchio «Finalmente un po' di sangue. Era un fracco di tempo che non infilavo la mano nelle interiora di uno sporco, bastardo, figlio di una puttana astrale, pezzo di merda, di un cretino, che gli venisse un colpo su per il buco del retto, di un soldato alieno.»

Dopo di questo ci prese la foja a tutti, tranne che a JN11, che naturalmente continuava ad essere in uno stato tipico di uno che sta facendo yoga su per uno spricco.

Ci precipitammo tutti verso il deposito delle armi, sfondando la porta (che si apriva anche, ma che era più bello buttarla giù) e ci armammo dalla punta dei ditoni dei piedi ad un mezzo metro sopra la testa.

Jake aveva indossato una armatura da BioTrooper ed era letteralmente cosparso di armi semiautomatiche e automatiche.

Mark invece, più modestamente si era accaparrato un mezzo semovente corazzato, e Nick una serie di mannaie laser rotanti automatiche.

Yena non aveva niente.

O quasi.

Solo solo un coltello laser tra i denti, la magliettina degli Anthrax e il walkman con gli Slayer.

Così attrezzati iniziammo la discesa su VERDE.

«Tutti al teletrafporto» disse JN11.

In pochi decimi di secondo ci ritrovammo ammassati nell'unica cabina di teletrasporto della CrossRay, che segnava sovraccarico esagerato, ma che essendoci solo quella, doveva per forza farci arrivare sani e salvi.

E in effetti ci arrivammo, sani e salvi, ma non su VERDE, bensì in una stanzetta buia.

«Nick, Jake, Yena, ci siete tutti?» chiese Mark.

«Sì!»

«Allora sfondiamo questa porta e vediamo dove siamo capitati.»

«AAAAAAGGGGHHHHH» sussurrò Yena e assestò un terribile calcio alla porta.

KERASHHH!!! La porta si sbrindellò dai cardini e....

«Ma questa è la CrossRay!!!»

In effetti, a causa del teletrasporto sovraccarico, ci avevano proiettati all'interno della nave stessa.

«JN11!!!» urlò Yena «che cazzo fai?!?»

«Ma veramente, infomma...»

Yena schiacciò il tasto PLAY del suo walkman, si caricò con un intro degli Anthrax, prese la mira e lanciò il suo coltello laser fra i comandi di JN11.

La console si disintegrò e JN11 con lei.

«Adesso possiamo stare un po' più tranquilli» dissero in coro tutti e quattro.

«Passiamo al teletrasporto manuale» disse Nick, mentre ci dirigevamo, UNO ALLA VOLTA! verso la cabina di smaterializzazione.