Chiudo gli occhi mentre una goccia di sudore
mi scivola sul viso, scavalcando labbra e mento
e si ferma sul foglio di carta a sbiadire
parole scritte a matita da un uomo silenzioso

Parlo troppo? non lo so, un tempo ascoltavo
la voce dell'inverno sussurrarmi parole tiepide
poi la tempesta di primavera ha spazzato via tutto,
rimane sempre un girasole arso da un sole crudele

Il vento d'estate che abbrustolisce gli sterpi
incendia quella che fu la foresta incantata
non s'ode più il frusciare sommesso delle foglie
il canto dell'usignolo non allieta più le mie giornate

So che verrà la pioggia, un giorno, a spegnere la polvere
ma l'albero antico non tornerà più verde
così ho spezzato la vanga, ho smontato l'aratro
e dietro le mie spalle ho richiuso la porta

nel sacco con me porto solo ricordi e un pezzo di carta
parole scritte a matita, su un foglio stropicciato
parole stinte da una goccia di sudore o da una lacrima
che fa sembrare tutto grigio come una foresta bruciata.