Poesie ad Oggetto
1840 trilioni
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- Pubblicato Lunedì, 15 Settembre 2008 14:09
- Scritto da Ale
Infinite particelle fuggono dalla tristezza
rubate dal vento si aggrappano alla speranza
di far sbocciare un fiore o crescere un frutto.
Una dopo l'altra come alla fermata del treno
salgono sul vagone del destino e dissolvono nel nulla
il ricordo dell'ultima lacrima.
Concrezioni saline, coralli di candida solitudine
riempiono i crateri di una terra asciutta
derubata di ogni risorsa.
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Cabine e servizi
Alessandro:
“Ma, non ho capito una cosa: negli ascensori al mare, la luce cabina occupata vuol dire che ti stai cambiando il costume?”
Fabrizio:
“Si, e il "fuori servizio" è quando la pallina va fuori dalla riga, che se lo fai due volte è doppio cazzo e danno il punto a quell'altro”
(Alessandro e Fabrizio)
Parenti indigeribili
“Quando il marito di tua sorella fa delle cazzate ti vengono i cognati di vomito„
(Fabrizio)
Copie notturne
Luigina M.:
- Quello che mi fate di notte, me lo fate adesso?
Alessandro e Fabrizio sorridono...
(Luigina)
Ellenica pigrizia
”Come si chiamava il matematico ellenico che praticava meno sport in assoluto?
Pigreco„
(Fabrizio)
Stazza da tenore
Alessandro e Fabrizio:
- La la la la la la la la!!!!" (aria del "Barbiere di Siviglia", tipo quello di Gerusalemme)
Alessandro:
- la la laaa... (non ci arriva)
Fabrizio:
- la la laaaa (lui si)
- sono più tenorile!
Alessandro:
- E io sono più barile.
(Alessandro e Fabrizio)
Lucidità mentale
“Si, perché ci vuole lucidità mentale. Pulitevi la testa col polish, mica col Panten!„
(Fabrizio)

