Condannai i gesti,

condizionai un amore
conservando in me l'idea di lei
congelata nelle sue parole.
La considerai candida,
le concessi la mia anima,
concretamente sposai
i concetti di quella fede
che mi aveva consegnato.
Contai i giorni, le ore, i minuti
controllando i suoi passi
condotti per vie distanti
confuso, geloso
di un contadino. volgare
contenitore di emozioni.
Contestai l'abbandono
senza seguire consigli
nella convinzione
di una contrizione necessaria
per le sue contraddizioni.
Ho perduto la contesa,
contemplo i tramonti
ed i giorni che si consumano
consegnati al silenzio,
echi di ricordi contusi
come fili contorti
ormai disconnessi,
si confondono gli uni agli altri.
Oltre l'inconfessabile confine
vivo il mio contrappasso,
controverso finale
di un contrabbandiere di sogni.




 

Appare abbastanza evidente come tutta la poesia giochi sulla presenza in ogni verso della sillaba "con", a sottolineare una presenza che perĂ² contrasta profondamente con il contenuto che racconta invece la storia di un distacco doloroso.