Poesie a Soggetto
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- Pubblicato Mercoledì, 03 Settembre 2008 06:34
- Scritto da Ale
Condannai i gesti,
condizionai un amore
conservando in me l'idea di lei
congelata nelle sue parole.
La considerai candida,
le concessi la mia anima,
concretamente sposai
i concetti di quella fede
che mi aveva consegnato.
Contai i giorni, le ore, i minuti
controllando i suoi passi
condotti per vie distanti
confuso, geloso
di un contadino. volgare
contenitore di emozioni.
Contestai l'abbandono
senza seguire consigli
nella convinzione
di una contrizione necessaria
per le sue contraddizioni.
Ho perduto la contesa,
contemplo i tramonti
ed i giorni che si consumano
consegnati al silenzio,
echi di ricordi contusi
come fili contorti
ormai disconnessi,
si confondono gli uni agli altri.
Oltre l'inconfessabile confine
vivo il mio contrappasso,
controverso finale
di un contrabbandiere di sogni.
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Appare abbastanza evidente come tutta la poesia giochi sulla presenza in ogni verso della sillaba "con", a sottolineare una presenza che però contrasta profondamente con il contenuto che racconta invece la storia di un distacco doloroso.
Movimento (per) terra
”È più facile tenere aperto un buco che tener dritta una stecca„
(Giovanni M.)
La lunga notte
”C'è molta più notte dopo mezzanotte che prima, mezzanotte dovrebbe essere verso le due e mezza, le tre...„
(Tommy)
Necessità e bisogni
Maurizio Z.:
Bisogna fare il listino!
Alessandro:
Bisogna stì dù maròn! (...scusate, eh?!?)
(Maurizio Z. e Alessandro)
Disinteresse
Fabrizio:
- C'è un flusso di carburante e una candela a scintilla continua... <pausa>
Tommy:
- Eccoci qua.
(Fabrizio e Tommy)
I capi
“I capi sono come le nuvole...
appena spariscono la giornata diventa meravigliosa!„
(Roberto R.)
Monaci tibetani
“In Tibet ci sono i monaci che meditano con i mantra, e ce n'è uno che scoreggia: è muto„
(Massimo A.)

