Sotto Le Righe

  
Domenica 03 Maggio 2009 23:52
Seduto in disparte all'ombra delle robinie
fisso nell'azzurro i grappoli bianchi e mi domando
se davvero non odorano più come un tempo
o se son io ad essere avvizzito come un vecchio salice
che piange lacrime di rugiada sulle foglie fragili
attendendo un'altra tempesta per chinarsi ancora
alla furia di un vento gelido e far schioccare le fruste
contro un nemico invisibile, contro il destino.
Il vecchio che passa sul carro mi guarda stanco
malato si aggrappa alle redini di una cavalla che scarta
e improvvisa ritorna e si allontana sulla sua strada
con le acacie che affilano le spine al sole di maggio.
Così mi cullo, in silenzio, nel tepore di ricordi lontani
dove i grappoli delle robinie profumano di miele e di prati
di argini di fiume percorsi mano nella mano, sino al capanno
dove il sogno, il tempo e l`anima presero nome.
 
 
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